venerdì 18 ottobre 2013

Sua Eccellenza, Dr.Acc. Colombo Marco Lombardo: Dopo Lampedusa, i rifugiani siriani sono accampati alla stazione centrale di Milano

530380_4674737277999_216861150_nDamasco Lampedusa … Milano dopo alcuni giorni, un numero crescente di profughi siriani in transito verso l’Europa del nord, sono rimasti bloccati alla frontiera, e sostano alla Stazione Centrale di Milano, dove è stata lanciata l’allerta di una minaccia di crisi. Sono circa 150 gli emigranti, tra questi numerose sono le famiglie con i figli piccoli, che siedono in silenzio, lontano dal trambusto della grande sala delle partenze sulle piattaforme tra le scale mobili. Alcuni volontari vanno in loro aiuto distribuendo riso e panini. ”Il flusso è iniziato nelle trascorse due settimane”, ha dichiarato Alberto Sinigallia, Presidente di una delle organizzazioni umanitarie presenti sul posto, Fondazione Progetto Arca. “Fino all’altro ieri, sono arrivati dal sud tra le 30 e le 40 persone al giorno, hanno trascorso la notte qui e sono andate via il giorno successivo. Abbiamo dato loro cibo e coperte. Ma da ieri, le frontiere della Svizzera, dell’Austria e della Francia sono state chiuse. Non sappiamo cosa accadrà domani, ma oggi le persone continuano ad arrivare, dunque la situazione sta per esplodere”, ha continuato il Presidente della FPA. Alla domanda se il numero degli arrivi è rimasto stabile, ha risposto: “Le uscite sono state oramai bloccate: le persone da 60 sono passate a 120 al momento sono quasi 150 e domani dalle 200 alle 220. Attualmente la polizia ferroviaria chiude un occhio e permette loro di dormire negli spazi ferroviari, ma già da adesso iniziano a essere visibili i primi disguidi”, Alberto Sinigallia è molto preoccupato. Una famiglia siriana (che è voluta rimanere nell’anonimato), composta da una una coppia e dalle loro due figlie di 10 e 12 anni, ha rivelato che sono stati arrestati e respinti dalla polizia austriaca, mentre la congiunta era, insieme ad altri siriani, sul punto di andare in Germania. Il padre, di famiglia che ha 35 anni, e aveva un edificio di proprietà a Homs, ha riferito che la polizia austriaca ha usato violenza contro di lui e che il denaro che portava con se è scomparso durante la detenzione. La famiglia poi è stata rispedita al confine, e affidata alla polizia italiana prima di arrivare a Milano. Il nucleo, ha impiegato cinque mesi per fare il viaggio da Homs (Siria), passando attraverso la Giordania, l’Egitto e la Libia fino ad arrivare a Lampedusa e poi a Milano, da dove spera di raggiungere la Norvegia.
“Un enorme desiderio: Vivere una vita normale”
Secondo Sinigallia, quasi quaranta persone sono partite per la Francia ma sono tornate indietro Mercoledì, 15 ottobre: “Penso che i confini sono stati chiusi perché il flusso è iniziato a diventare importante”, sostiene Sinigallia. Data l’urgenza, il sindaco della città di Milano Giovedì, 16 settembre, ha dichiarato lo “stato crisi”, ha informato un portavoce, Gabriella Polifroni. “All’inizio, li abbiamo lasciati cercare un alloggio in alberghi o in appartamenti, ma non vogliono restare a Milano e neanche in Italia. Il desiderio di lasciare l’Italia è giusto, non possiamo obbligarli a rimanere”. Tuttavia per far fronte alla emergenza, il sindaco sta cercando di negoziare l’accesso alle docce calde gratuite messe a disposizione alla stazione. Ma la città non è in grado di gestire questa situazione e di conseguenza chiedono gli aiuti promessi dal Governo dopo la tragedia di Lampedusa, che ha ucciso centinaia di migranti”. Attualmente, c’è un ampio divario tra le decisioni politiche e le esigenze umanitarie”, spiega Gabriella Polifroni. Questa situazione assume anche una dimensione psicologica per i rifugiati, avverte Sinigallia. “Queste persone in antecedenza avevano cominciato a ricostruire le loro vite ed erano entusiasti. Ma adesso che hanno rubato i loro soldi, e sono stati restituiti a un paese nel quale non vogliono rimanere, hanno il morale completamente a terra”. “C’è una madre che ha partorito sulla barca mentre era diretta a Lampedusa, ed è stata accolta da una famiglia della zona, ma il marito è depresso perché non sa cosa fare, e neanche dove andare”, ha asserito prima di concludere che: “Queste persone sono molto forti e hanno anche sofferto molto, ma resta comunque il grande desiderio di ritornare ad avere una vita normale e di grande dignità”.link aiuoOfficial website AIUO:http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/
Source: lematin.ma

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: I bambini abbandonati, il lato oscuro di un dramma sociale

530380_4674737277999_216861150_nAlcuni vengono abbandonati dai loro progenitori, mentre altri lo sono stati da chi li ha partoriti, spesso “illegalmente”. Fondata nel 1970, l’orfanotrofio o “Dar El-Hadanah” ospita in media ogni mese venti bambini la cui età è compresa tra i quattro e i sei mesi di vita nella maggior parte dei casi sono stati raccolti dalle maternità o in casi molto rari presentati direttamente ai servizi sociali dalle famiglie vulnerabili. Questi bambini rimangono nell’istituto che li ospita meno di tre mesi prima di essere adottati da coppie sterili o famiglie benestanti che vogliono mostrare la solidarietà agli innocenti, fornendo il loro calore e l’affetto che non hanno ricevuto fin dalla nascita. La gestione della istituzione è fornita dalla direzione della azione sociale, come anche da alcuni benefattori che non lesinano sui mezzi per fornire a questi bambini un conforto donando latte, pannolini, abbigliamento e giocattoli. Sfortunatamente, questo supporto materiale non sostituisce la mancanza di affetto materno e familiare che può essere letto sui volti dei cherubini, costretti, per un certo periodo, a vivere in solitudine. Questo elemento è reso evidente dall’ingresso in due sale dove sono ammassati sui letti una ventina di bambini. L’emozione è molto forte e non è possibile rimanere indifferenti davanti a quello che è un dramma, anche se le condizioni dimostrano una corretta igiene sanitaria.
Dounia: un sorriso intensamente espressivoaben
Osservando il letto della piccola Dounia, di otto mesi, la reazione è immediata. Lei si sforza di prendere la mano che gli viene tesa. Non bisogna essere uno specialista in psicologia infantile per capire il dolore interno che mina questa bambina che ha bisogno di gesti d’amore. La situazione diventa insopportabile quando Dounia, aggrappata a me, non mi lascia andare. Nessuno può misurare quanto a questa bambina manca l’affetto, e il calore che emana dalle sue dolci e piccole guance rosa diventa sudore profuso. Il direttore della scuola materna non ha potuto trattenere le lacrime e tutti sono scoppiati in lacrime. Abbiamo lasciato la scena con un sapore amaro, racconta l’interlocutore, la tristezza e soprattutto l’incomprensione per la crudeltà di quelle madri che rifiutano questi angeli. Le parole non possono esprimere la reazione di questi bambini, orfani, quando vedono un qualsiasi visitatore. A giudizio del capo della istituzione “Sono gli assistenti a occuparsi di loro, oltre a un psicologo, ma niente può sostituire i genitori, perché tutto il lavoro è insufficiente”. E’ vero, questi bambini sono vittime delle loro madri, dei loro padri, della società, perché ogni volta è sempre una questione di salvare l’onore della famiglia. I bambini abbandonati sono un fenomeno sociale e secondo le statistiche della direzione della azione sociale, viene aggravato ogni anno in tutto il paese, con quasi 4.000 bambini abbandonati e oltre 3000 sono nati fuori dal matrimonio. Queste cifre parlano da sole, pur sapendo che la maggior parte di questi bambini finiscono negli orfanotrofi dove potranno vedere il sole dopo la loro adozione.
L’asilo: un paradiso difficile per i bambini
Dopo la loro casa, i bambini che si ritrovano in questo istituto, si sentono quasi in una prigione. A parte l’igiene personale e la cura, questi minori non ricevono nessun altro privilegio. Non vanno fuori e non c’è un programma stabilito per ogni passeggiata, soprattutto perché l’Istituto di Tlemcen non ha uno spazio verde o un giardino dove i bambini possono essere esposti all’aria pulita. Questo non è un ambiente adatto al loro sviluppo fisico e psicologico. Essendo stati privati ​​del loro battesimo, i responsabili della protezione sociale hanno dato loro i nomi a seconda dei loro gusti e non secondo i desideri di coloro che li hanno generati, sono stati privati ​​della loro libertà di toccare qualsiasi cosa che si muove, di sporcare i loro vestiti, di guardare il cielo e la natura o semplicemente di essere catturati tra le braccia di un padre o di una madre e di fare una passeggiata nelle arterie di una città o di sedersi su una panchina del parco. Non imparano a dire “papà” o “mamma”. Questi sono momenti che sono molto importanti per lo sviluppo di un bambino e per il suo equilibrio mentale. Non hanno nessuno che gli scatti una foto per catturare quei momenti, come invece accade a tanti altri bambini della loro età. Non hanno il diritto a festeggiare un compleanno o a spegnere una candelina, come fanno invece tutti gli altri bambini. Questi bambini soffrono in questi settori e siamo sicuri che quelli che non sono cerebralmente stabili soffrono ancora di più e soprattutto soffriranno in futuro. Una cosa è certa, questi bambini porteranno le conseguenze di questo dramma sociale per il resto della loro vita. Il sospiro del piccolo Fouad, di 18 mesi, incarna il dolore e l’angoscia di tutti i bambini che vivono nei brefotrofi.link aiuo Official website:http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/index.html
Source: letempsdz

La OPAC ha svolto metà del lavoro per la distruzione degli arsenali in Siria

Sabrina Carbone100kb
La Organizzazione per la supervisione della distruzione dell’arsenale chimico siriano ha annunciato oggi Giovedì, 17 ottobre, che sono stati controllati quasi la metà dei siti che dovranno essere distrutti entro la metà del 2014. ”Abbiamo fatto in pratica la metà dei lavori di verifica degli arsenali segnalati”, ha dichiarato ai giornalisti all’Aia Ellahi Malik, un consigliere politico della Organizzazione siriana per la proibizione delle armi chimiche (OPAC). Nonostante i progressi, Ellahi ha precisato che la sicurezza rimane una delle maggiori preoccupazioni per questa missione condotta per la prima volta in un paese in guerra.
Controllo della lista
“Una delle nostre preoccupazioni è, ovviamente, la situazione della sicurezza”, ha continuato Malik Ellahi, citando i colpi di mortaio e gli attacchi con l’autobomba nei pressi dell’Hotel Damasco, dove gli ispettori risiedono. La OPAC, che ha vinto la scorsa settimana il Premio Nobel per la Pace, ha rivelato Mercoledì, 15 ottobre, che sono stati monitorate undici aree e che hanno distrutto le apparecchiature di produzione in sei zone. Gli ispettori sono concentrati per ora a verificare la lista fornita dalle autorità siriane, composta da 20 siti di produzione e stoccaggio delle armi chimiche.
L’arsenale sarà distrutto entro il 30 giugno del 2014
Presenti in Siria dal 1° ottobre, le squadre della OPCW e delle Nazioni Unite contano quasi sessanta persone. La missione è stata decisa in seguito a un accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e la Russia, dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato al regime di impartire azioni punitive a causa dell’attacco chimico mortale attribuito alle forze di Bashar al-Assad, il 21 agosto, vicino a Damasco. Secondo la risoluzione della ONU che ha seguito l’Accordo USA-Russia, la eliminazione dell’arsenale dovrà essere completata entro il 30 giugno del 2014. Mentre entro il 1° novembre, gli ispettori dovranno comunque aver già controllato tutti i siti elencati sulla lista, aver identificato le attrezzature essenziali per la produzione o l’uso di armi chimiche, e aver reso gli impianti di produzione “inoperabili” e aver cominciato la distruzione di alcune armi chimiche, ha reso noto la OPAC.
Source: 20minutes.fr


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Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Naufragio di Lampedusa, Il Presidente del Mali ha proposto un Summit sulla immigrazione

530380_4674737277999_216861150_nDakar- I naufragi mortali dei migranti al largo di Lampedusa sono di un orrore particolare e inammissibile, ha dichiarato il Presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, il quale ha proposto che venga aperto un Summit sulla emigrazione onde evitare nuove tragedie. Se i recenti eventi a largo di Lampedusa sono di un orrore particolare e inammissibile, ogni anno, migliaia di giovani africani, vedono svanire il loro sogno di Eldorado nel Mediterraneo, nel mar Rosso o nel Sahara, ha spiegato Keïta in un comunicato trasmesso dalla Presidenza malese alla agenzia di stampa AFP di Dakar. A giudizio del Presidente malese, la tragedia ha provocato nella coscienza di tutti la stessa indignazione.”Voglio lanciare un appello che incita ad allestire un Summit internazionale, per un dialogo inclusivo tra i Pesi da dove partono queste navi e i Paesi d’arrivo, allo scopo che le responsabilità oramai assunte permettano di evitare nuove tragedie legate alla emigrazione. Il Mali sarà vicino a tutte le buone volontà del mondo compreso quella del Santo Papa, della Unione Africana, dei Paesi del Mediterraneo e dell’Europa”, ha scandito.
E’ giunto il tempo di fare una profonda riflessione e di agire per risolvere definitivamente l’equazione della emigrazione, che sta diventando una delle più grandi crisi della nostra civiltà. Una riflessione attraverso la quale i dirigenti soprattutto africani sono stati interpellati. Per mettere in atto tutto ciò, ha chiarito, bisogna che le risorse dell’Africa siano utilizzate con consapevolezza, bisogna combattere la corruzione e creare nuovi posti di lavoro. Tuttavia l’Africa, da sola, non può uscire da questa grave situazione, ha bisogno di solidarietà, che non sia apparente, e concessa per presa di coscienza, ma ha bisogno di una partecipazione sostanziale, imperativa e che riesca a risolvere le sfide alle quali l’Africa deve far fronte per non essere più la fonte dalla quale sgorgano altri problemi ma la loro soluzione, ha concluso Keïta, nel corso della sua visita ufficiale svolta lo scorso sabato, 12 ottobre in Guinea equatoriale.link aiuo Official website AIUO http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/
Source: romandie.com

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Lampedusa, gli aiuti offerti dal Papa sono stati rispediti al mittente


530380_4674737277999_216861150_nE i nostri soldi dove vanno a finire? Il Governo italiano attualmente è impegnato a orchestrare le sue manovrine che rincarano la dose alle tasche degli italiani, a mandare avanti il Progetto TAP che rovina l’ambiente e a limitare non solo le cure per le cellule staminali ma anche a non fornire gli aiuti umanitari ai profughi e ai cittadini di Lampedusa. La domanda è d’obbligo se i nostri soldi non servono a sviluppare le ricerche per la cura dei malati, e nemmeno a fornire gli aiuti umanitari, allora i nostri soldi quali tasche vanno a ingrassare? Ritornando alla tragedia di Lampedusa la situazione è rimasta completamente invariata, ma non stavano lavorando a una legge a favore degli immigrati? A quanto pare no. Lo Stato italiano è obbligato entro 96 ore a trasferire i profughi verso i centri di accoglienza civili e utili, e invece non adempie a questa Legge. Il popolo di Lampedusa e i profughi compreso le salme di chi non c’è più sono vittime della mancata applicazione di una legge in vigore in Italia. Ma il paradosso è ancora più ampio di quanto possiamo pensare, lo Stato italiano impedisce di fornire tende a questa povera gente e dulcis in fundo il Papa che nella sua generosità voleva offrire spazi di proprietà della Chiesa cattolica ai rifugiati, e l’offerta, che era stata fatta tramite l’arcivescovo Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa, dopo aver fatto un sopralluogo sull’isola di Lampedusa e aver verificato la gravità della situazione, è stata rispedita al mittente. Dunque la pleonastica saccenza dello Stato italiano non ha limiti, non tiene conto della propria Legge, e obbliga il Vaticano a non fornire aiuti. Analizzando lo scenario, la situazione di questi poveri profughi è quella di essere passati dalla padella alla brace, oltre a subire la Legge Bossi-Fini. Egregia Santità lei predica bene ed è consapevole della missione che le è stata affidata ha subito portato soccorso ai più bisognosi, ma lo Stato italiano razzola male. Non è possibile lasciare donne e bambini sotto la pioggia e a rischio di epidemie. Il sindaco Giusi Nicolini nonostante gli aiuti che le vengono offerti per far fronte a questa grave situazione umanitaria deve anche lei rispedirli al mittente. Tuttavia il primo cittadino di Lampedusa in collaborazione con la parrocchia locale, dando uno schiaffo morale alle autorità statali, ha organizzato due tende ludiche fuori dal campo per far giocare i bambini. La misericordia di Dio non ha confini. Per concludere il Governo Eritreo ha deciso di prendere i feretri e riportarli in Eritrea, informa l’ambasciatore eritreo, con sede in Italia Zemede Tekle Woldetatios. Ma anche in questo caso il Governo italiano ha fatto orecchie da mercante. Ma allora quando dicono che lavorano al Governo cosa fanno scaldano solo i banchi? Questa povera gente, che sono non dimentichiamolo dei rifugiati, vivono sotto l’acqua, sotto il vento, sotto il freddo, in condizioni igieniche non accettabili e soprattutto non c’è una tutela dei minori, dal momento che i bambini vanno tutelati, oltre al fatto che lo Stato italiano non sta tutelando nemmeno i suoi cittadini, i coraggiosi Lampedusani.
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Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: La Nato prepara le più grandi esercitazioni sul confine russo

530380_4674737277999_216861150_nI preparativi per i più grandi esercizi della NATO degli ultimi 10 anni, sono nella loro fase finale. Un gruppo di 300 soldati sta completando la realizzazione dei posti di blocco, dei sistemi di comunicazione e della banca dati per il settore militare. Le manovre strategiche, chiamate ‘Jazz Steadfast 2013′, saranno svolte tra, il 2 e il 9 novembre. Il poligono principale è in Polonia, intorno alla città di Drawsko Pomorskie. Tuttavia, parteciperanno anche la Lettonia, la Lituania e la Estonia e parte degli addestramenti saranno tenuti nei rispettivi territori. Citando l’opinione di Mosca, quest’ultima ha ribadito in diverse occasioni, che questo evento “farà rivivere lo spirito della guerra fredda” e danneggia i loro interessi strategici. Ricordiamo che i quattro paesi hanno una frontiera comune con la Russia (nel caso della Polonia e della Lituania, sono limitate dalla enclave russa di Kaliningrad). La NATO, a sua volta, continua a insistere che le manovre non considerano la Russia come un potenziale nemico e invita i funzionari russi ad assistere alle esercitazioni. Sono tenuti a partecipare alle esercitazioni un totale di 6.000 soldati di almeno 20 dei 28 paesi membri della Alleanza. L’obiettivo ufficiale è quello di “testare le capacità di comando e di controllo, oltre alla azione congiunta di una rapida forza operativa”. Più specificamente, lo scenario prevede una risposta comune degli alleati contro l’intervento internazionale. Alcune delle manovre saranno dedicate a rispondere a un massiccio attacco informatico contro i paesi della NATO. Le esercitazioni dovranno servire a testare la efficacia del piano sviluppato dalla Alleanza nei primi mesi del 2010 allo scopo di stabilire come difendere i propri interessi nell’Europa orientale. E’ previsto che in caso di aggressione armata contro la Polonia e i paesi baltici, l’intervento delle Forze operative della Alleanza oltre alle nove divisioni della Germania, del Regno Unito e degli Stati Uniti, questi ultimi due attraverso i porti del Nord della Polonia e della Germania. Infine anche Londra e Washington hanno inviato le loro navi da guerra.link aiuo Official website http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/
Fonte: RT

FAO: Sistemi alimentari duraturi a servizio della sicurezza alimentare e della nutrizione

Sabrina Carbone100kb
Il focus della Giornata Mondiale della Alimentazione 2013 sarà sui “sistemi alimentari sostenibili che servono alla sicurezza alimentare e alla nutrizione”. Il tema ufficiale della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, annunciato all’inizio di ogni anno dalla Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), funge da guida per celebrare questa Giornata e a contribuire a comprendere meglio i problemi e le soluzioni nella lotta contro la fame nel mondo. Attualmente, quasi 842 milioni di persone sono cronicamente sotto alimentate. Alcuni modelli insostenibili di sviluppo influenzano l’ambiente, minacciano gli ecosistemi e la biodiversità elementi essenziali per la nostra futura sicurezza alimentare. Il sistema alimentare è costituito dall’ambiente, dalle persone, dalle istituzioni e dai processi che sono coinvolti nella produzione, nella trasformazione e nella distribuzione degli alimenti. Ogni componente del sistema alimentare ha un impatto sulla disponibilità e sulla accessibilità all’inizio di ogni catena alimentare, che deve essere varia e nutriente, e quindi deve offrire la capacità ai consumatori di seguire una dieta sana. Inoltre, l’alimentazione è spesso l’obiettivo primario delle politiche e degli interventi per i sistemi alimentari. Lottare contro la malnutrizione comporta un continuo impegno e una azione integrata, basata sugli interventi complementari nel settore agricolo e della agro-gestione delle risorse naturali, la salute pubblica, l’istruzione e altri settori. Cosa è un sistema alimentare sostenibile? E cosa è possibile ottenere? E cosa deve essere modificato per raggiungere questo obiettivo? La Giornata Mondiale della Alimentazione 2013 è l’occasione per affrontare questi problemi e non solo, ma anche a contribuire a realizzare il futuro che vogliamo. link aiuo


Source:.fao.org

Egitto: I rifugiati non devono ritornare in Siria

Sabrina Carbone100kb
Trentasei rifugiati provenienti dalla Siria, molti dei quali sono di origine palestinese, sono stati rimpatriati forzatamente in Siria Venerdì, 4 ottobre, citano le fonti vicine a Amnesty International. L’Egitto deve porre immediatamente fine alla detenzione e alla deportazione dei rifugiati in fuga dal conflitto in Siria. “Amnesty International sollecita le autorità egiziane a rispettare il diritto internazionale in base al quale i rifugiati non devono tornare a vivere un sanguinoso conflitto che ha causato oltre 100 000 persone”, ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Africa del Nord del Medio Oriente di Amnesty International. Infatti la Organizzazione ha appreso che queste persone sono state arrestate nello scorso mese di settembre mentre tentavano di raggiungere l’Europa via mare partendo dall’Egitto. Sono stati portati alla stazione di polizia a Rashid Beheira dove sono stati trattenuti per 13 giorni. Gli attivisti egiziani hanno raccontato a Amnesty International che nella serata di Giovedì, 3 ottobre, i profughi sono stati costretti a firmare una dichiarazione nella quale chiedevano di voler tornare in Siria. I profughi hanno poi preso l’autobus per andare all’aeroporto del Cairo e sono tornati nel loro Paese. Centinaia di loro provenienti dalla Siria sono stati arrestati mentre cercavano di andare in Europa e molti di loro sono ancora in stato di detenzione. Tra di loro anche due minori non accompagnati di età compresa tra i 15 e i 16 anni i quali sono attualmente in stato di fermo nella stazione di polizia di Rashid e con tutta ipotesi saranno espulsi.
Source: amnesty.frlink aiuo



Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: La Banca Mondiale e lo Gibuti hanno firmato un accordo per la esplorazione della energia geotermica

530380_4674737277999_216861150_nIl Gruppo della Banca Mondiale e lo Gibuti hanno firmato domenica, 13 ottobre, gli accordi destinati al finanziamento di un progetto per lo sfruttamento delle risorse del vulcano Gibuti volto alla produzione della energia geotermica. IDA, la istituzione della Banca Mondiale dedita ai paesi più poveri al mondo, fornirà al progetto geotermico della energia un credito di $ 6 milioni a condizioni molto favorevoli. Questo progetto ridurrà i costi energetici del paese e faciliterà l’accesso alla elettricità a tutte le persone dello Gibuti. I contratti di credito e di sovvenzione sono stati firmati da, Dawaleh Ilyas Moussa, Ministro delle Finanze e della Economia del Gibuti , e da Inger Andersen, Vicepresidente della Banca mondiale per il Medio Oriente e dell’Africa del Nord. ”L’energia geotermica può giocare un ruolo importante nella politica energetica dello Gibuti il cui obiettivo è quello di rendere capace l’energia verde di coprire tutti i bisogni relativi a questo ambito entro il 2020″, ha dichiarato Ilyas Moussa Dawaleh. “Tutti i cittadini dovranno avere accesso a una fonte di energia elettrica affidabile e conveniente, essenziale per lo sviluppo economico e per il benessere della popolazione”. Il progetto aiuterà lo Gibuti a valutare la viabilità commerciale delle risorse geotermiche nella caldera di Fiale, sita nella regione del lago Assal. Lo sviluppo delle capacità di produzione della energia geotermica consentirà allo Gibuti di soddisfare pienamente il suo picco di richiesta, ridurre la sua dipendenza energetica e diminuire il 70% del costo di produzione della energia elettrica. Una energia geotermica pulita, ridurrà le emissioni di anidride carbonica e permetterà alle persone di vivere in un ambiente sano. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con diversi partner di sviluppo per realizzare questo progetto”, ha informato Inger Andersen. “Grazie a questa collaborazione, riteniamo che il contributo delle tecniche avanzate di esplorazione geotermica nello Gibuti può fare la differenza”. Il progetto, il cui costo ammonta complessivamente a 31 milioni dollari, sarà anche finanziato dal Fondo OPEC per lo Sviluppo Internazionale (OFID), dalla Banca africana dello sviluppo (attraverso il Fondo africano dello sviluppo), il Fondo danese per la energia sostenibile dell’Africa e l’Agenzia francese per lo sviluppo. Le autorità dello Gibuti, da parte loro, potranno contribuire con $ 500 000. Per quanto riguarda la partecipazione del Gruppo della Banca Mondiale, il progetto è finanziato dalla International Development Association (IDA), istituzione fondata nel 1960 per aiutare i paesi più poveri del mondo, fornendo prestiti senza interessi (noto come crediti) e borse di studio per la realizzazione di progetti che stimolano la crescita economica, riducono la povertà e migliorano le condizioni di vita dei poveri. IDA è una delle principali fonti di sostegno degli 82 paesi più poveri del mondo. Queste risorse aiuteranno a migliorare la vita di 2,5 miliardi di persone che vivono con meno di due dollari al giorno. Dal 1960, IDA ha sostenuto le attività di sviluppo in 108 paesi. Il volume annuale dei suoi impegni, è in costante aumento, e negli ultimi tre anni ha avuto una media pari a 15 miliardi di dollari. La Banca Mondiale ha inoltre indirizzato i progetti delle risorse provenienti dal Global Environment Facility (GEF) e dal World Map per lo sviluppo geotermico (GGDP) attraverso il programma di assistenza alla gestione del settore energetico, (ESMAP). Questi due fondi fiduciari amministrati dal Gruppo Banca Mondiale, hanno fornito borse di 6,04 milioni e 1,1 milioni dollari per il progetto.link aiuo Official website AIUO: http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/
Source: banquemondiale.org

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Giornata internazionale della donna rurale

530380_4674737277999_216861150_n“L’empowerment delle donne è fondamentale per sradicare la fame e la povertà. Privare le donne dei loro diritti e delle opportunità, significa spogliare i loro figli e la società in nella quale vivono di un futuro migliore. Questo è il motivo per cui le Nazioni Unite hanno recentemente lanciato un programma di empowerment sulle donne rurali e sul rafforzamento della sicurezza alimentare”.
Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite
Le donne di campagna, svolgono un ruolo critico nelle economie rurali dei paesi sviluppati e in via di sviluppo. Nella maggior parte del mondo, queste donne sono impegnate nello progresso della produzione agricola, forniscono cibo, acqua e il carburante per uso domestico, guidano le attività extra-agricole allo scopo di migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie. Inoltre, svolgono funzioni vitali nella cura dei bambini, dei malati e degli anziani. La prima Giornata internazionale della donna rurale ha fatto il suo esordio il 15 ottobre del 2008. Questa nuova giornata internazionale è stata decisa dalla Assemblea Generale nella sua risoluzione (A / RES / 62/136), il 18 dicembre del 2007. La Assemblea ha riconosciuto in questo modo il “ruolo e il contributo delle donne di campagna, soprattutto quelle appartenenti alle popolazioni indigene nella promozione dello sviluppo agricolo e rurale, e al miglioramento della sicurezza alimentare e alla eliminazione della povertà nelle zone agricole”. In conformità al suo programma pluriennale del lavoro per il quadriennio 2010-2014, la Commissione sulla condizione delle donne ha scelto come tema prioritario per la sua 56.ma sessione nel 2012 “La indipendenza delle donne rurali e il loro ruolo nella lotta contro la povertà e la fame, lo sviluppo e le sfide attuali”.link aiuoOfficial website AIUO:http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Terminato il Vertice a Palazzo Chigi sulla operazione ‘Mare sicuro’

530380_4674737277999_216861150_nRoma – “Abbiamo dato il via alla operazione Mare Nostrum”. Questa è la dichiarazione rilasciata dal Ministro degli Interni, Angelino Alfano, alla conclusione del Vertice sulla emergenza immigrazione svolto oggi lunedì, 14 ottobre, a Palazzo Chigi, a Roma. Nella operazione sono stati introdotti droni, elicotteri con strumenti ottici a raggi infrarossi, una nave anfibia San Marco che entrerà in azione dal 18 ottobre, una unità ospedaliera e ampi spazi per il ricovero dei rifugiati. Oltre a ciò, sono state integrate le regole del diritto internazionale sulla navigazione. “Non è detto che se interviene una nave italiana i profughi saranno trasportati in un porto italiano, tutto ciò sarà valutato in base al luogo dove è stata svolta la operazione”, ha precisato Angelino Alfano. Intanto a Lampedusa un barcone con 137 profughi, è arrivato questa mattina alle 5, e 22 di loro sono donne. Con tutta ipotesi tra questi sono nascosti i tre scafisti e a riguardo sono state aperte delle indagini contro 2 tunisini e un algerino che sono gli unici magrebini dell’equipaggio mentre tutti gli altri sono di origine siriana. Infine nella giornata di oggi la Guardia di Finanza, al largo di Capo Spartivento, a Reggio Calabria, ha bloccato un peschereccio che aveva issato sulla sua nave la bandiera egiziana e 18 membri del team sono in stato di fermo. Secondo le ultime notizie sembra che questa è la nave che ha trasportato i 226 stranieri. L’operazione è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.link aiuo Official website: http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/
Source: ansa.it

domenica 13 ottobre 2013

Mobilitazione della Comunità internazionale attorno al piano d’azione di quattro punti a sostegno del Libano

Sabrina Carbone100kb
WASHINGTON – Le istituzioni internazionali, i partner e i donatori di tutto il mondo hanno raggiunto, sabato, 12 ottobre, un accordo volto a aiutare il Libano a far fronte alle conseguenze del conflitto siriano che hanno avuto una ripercussione sulla sua economia e sui settori sociali. Secondo una recente indagine condotta dalla Banca mondiale, il calo della attività economica è dovuto al conflitto che ha comportato una perdita di miliardi di dollari, e a un afflusso di rifugiati che ha sommerso i servizi pubblici aumentando di conseguenza la disoccupazione e la povertà. “Tutti i partecipanti al meeting hanno convenuto che il Libano non deve e non può sopportare da solo i costi connessi alla crisi siriana “, ha dichiarato, Inger Andersen , il Vice Presidente della Banca Mondiale del Medio Oriente e del Nord Africa. “E’ tempo che la comunità internazionale inizi a mobilitarsi allo scopo di soddisfare le esigenze del Libano per evitare un ulteriore deterioramento della qualità e della copertura dei servizi pubblici, e una erosione dei risultati raggiunti sul piano dello sviluppo negli anni successivi”. La valutazione dell’impatto economico e sociale costituisce per le autorità e per i partner del Libano una guida per sviluppare una serie di raccomandazioni prioritarie a breve, medio e lungo termine, allo scopo di mitigare l’impatto del conflitto siriano. Il piano d’azione in quattro punti è destinato principalmente a mitigare l’impatto del conflitto sulle finanze pubbliche libanesi e a rispondere ai bisogni a lungo termine delle popolazioni vulnerabili. ”Il Libano ha bisogno di aiuti internazionali,” ha commentato Mohammad Safadi, Ministro delle Finanze del Libano. “Non possiamo continuare a indebitarci per far fronte a una crisi travolgente che non è opera nostra”. Il primo punto è quello di finanziare i progetti già esistenti che possono essere trasposti su vasta scala e/o inserirli con più rapidità e ai quali i donatori possono fornire le risorse in forma di donazioni. Questi progetti avranno un impatto immediato sulle famiglie e sulle comunità libanesi colpite dalla crisi siriana. Il secondo punto è concentrato sui progetti di medie dimensioni che richiedono un tempo di preparazione e di esecuzione più lungo, e che possono essere finanziati nel quadro di un Fondo fiduciario multi donatore. Il terzo punto è riferito ai progetti che hanno un impatto duraturo sullo sviluppo e che sono suscettibili a apportare delle riforme nei settori come le infrastrutture e gli investimenti privati. Questi piani possono essere finanziati attraverso il Gruppo Banca Mondiale e/o da altri meccanismi di finanziamento internazionali e, forse, alcune combinazioni di finanziamento, includono le risorse fornite gratuitamente dai donatori. Il quarto punto consiste nell’aumentare la partecipazione del settore privato alla economia libanese attraverso finanziamenti mirati, tra i quali le garanzie contro i rischi parziali per supportare la fornitura dei servizi quali: l’energia, l’elettricità, l’acqua e i trasporti. Fino ad oggi, quasi un milione di profughi hanno raggiunto il Libano, e questa cifra ammonterà a 1,3 milioni entro la fine del 2013. L’aumento della spesa pubblica, insieme al calo delle entrate dello Stato, aiutano ad ampliare un deficit di bilancio già importante, e l’impatto complessivo è stato stimato a 2,6 miliardi di dollari nel corso del periodo coperto dalla valutazione. Al di là dell’aspetto economico, la rapida crescita della popolazione avrà anche un impatto negativo a livello sociale. L’accesso sempre più limitato ai servizi sociali, la cui qualità è stata deteriorata a causa della crescente domanda potrà spingere 170.000 libanesi nella povertà entro il 2014. Oltre a ciò, una maggiore concorrenza sul mercato del lavoro potrà raddoppiare il tasso di disoccupazione che supererà la barra del 20%. La saturazione del sistema sanitario di fronte ai bisogni urgenti della popolazione dei rifugiati rischia di compromettere l’accesso alle cure e di alzare i livelli del quoziente di morbilità.link aiuo
Source:banquemondiale.org

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: La Banca Mondiale chiede agli EE UU di evitare un disastro internazionale

530380_4674737277999_216861150_nIl Presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha ricordato questo sabato, 12 ottobre, che mancano cinque giorni da un “momento pericoloso” per il mondo e ha spronato gli Stati Uniti a aumentare il tetto del debito onde evitare una sospensione dei pagamenti nel Paese provocando ripercussioni a livello globale. “Quanto più ci avviciniamo alla data limite, maggiore sarà l’impatto nei Paesi in via di sviluppo” ha allertato Kim nella dichiarazione rilasciata alla chiusura della Assemblea congiunta svolta tra il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale (BM) a Washington, di comune accordo con un rapporto emesso dalla agenzia EFE. ”Potrà essere un evento disastroso per il mondo nell’ambito dello sviluppo, il quale a sua volta potrà danneggiare gravemente anche le economie più avanzate”, ha affermato Kim, facendo riferimento alla moratoria che avrà luogo se gli Stati Uniti non espanderanno l’apice del debito federale di 16,7 milioni di dollari con la speranza che sia raggiunto il prossimo, 17 ottobre, precisa EFE. Nel frattempo, i dibattiti tra il Presidente della Camera dei Rappresentanti, John Boehner, e il Presidente Barack Obama sulla chiusura del Governo degli Stati Uniti sono arenati.link aiuoOfficial website:http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Morire alle porte dell’Europa

530380_4674737277999_216861150_nE’ strana, questa paura paranoica della invasione, questo desiderio di “proteggersi” a tutti i costi da quegli esseri umani che ogni anno prendono il cammino dell’esilio verso i Paesi ricchi che loro immaginano come terre di speranza. Ma i ricchi hanno deciso che questa umanità è indesiderabile. Hanno rafforzato i loro confini, hanno creato barriere, hanno costruito muri sempre più alti. Una strategia di guerra reale implementata per contenere “l’invasore”. A effetto domino, altri grandi paesi come il Brasile, la Cina e la Russia hanno sviluppato la “santuarizazione interna” allo scopo di limitare la migrazione economica delle aree povere verso quelle ad alto sviluppo. Le barriere fisiche sono strumenti efficaci per criminalizzare l’immigrazione e rendere accettabile l’uso di espressioni inaccettabili come: “immigrato illegale”. Crediamo che violano la legge con questi nuovi ostacoli, giuridici o fisici, creando una nuova categoria di delinquenti: il migrante. Uno spregio del diritto internazionale e dei valori universali.
europemortsf271a-1d45f-2e40bLa mappa, compilata per la prima volta nel 2003 grazie al meticoloso lavoro di Olivier Clochard del laboratorio Migrinter a Poitiers, viene aggiornata regolarmente e questo documento purtroppo ogni volta che vengono aggiunti punti neri, crescono in parallelo i cerchi rossi. Dal 1° gennaio 1993, Gerry Johnson, un cittadino della Liberia – un paese devastato da una sanguinosa guerra civile – viene trovato soffocato in un carro merci a Feldkirch, in Austria. Il 3 ottobre 2013, una barca affonda vicino a Lampedusa con 500 migranti a bordo, per lo più provenienti dall’Africa orientale. Tra queste due date, e questi due luoghi, vengono aggiunti quasi 17.300 migranti – in base alle stime un minimo di spargimento di sangue è stato ignorato – hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa, una terra di libertà e di diritti umani. Muoiono anche quando sono rimpatriati, come è successo a Marcus Omofuma cittadino nigeriano ucciso il 1° maggio del 1999 da tre sadici poliziotti austriaci mentre era a bordo di un aereo Balcan Air a causa di un rimpatrio forzato. In Occidente i compagni ben graditi, dalle tasche profonde, e a Est, gli indesiderati, i mendicanti, i piccoli popoli del mondo troppo povero per noi per “meritarli”. Una simmetria quasi perfetta: esistono isolotti di povertà a ovest e le isole ricche a Oriente.
Manicheo?
Difficile da dirsi. La geografia politica europea dei visti mostra con una certa crudeltà una visione del mondo europeo, poco generosa. A riguardo la domanda è d’obbligo: E’ logico che l’Unione europea chieda ai cittadini del Kosovo, lo Stato più povero di tutta l’Europa, un visto troppo caro per entrare nello spazio di Schengen? Esistono molti modi per dividere il mondo, in zone, e in regioni. Indipendentemente che sia sul principio delle nazioni, sul raggruppamento delle nazioni, sugli indicatori socio-economici, che su quelli politici, ricordano il cinismo che a noi non piace vedere su noi stessi: Il nostro egoismo, la nostra violenza. Fingiamo di aiutare lo sviluppo, e esportiamo i poveri come modelli inapplicabili.
E noi imponiamo loro dei visti inaccessibili.
Eppure i poveri dell’Africa, per esempio, offrono anche cultura, musica e teatro. I diplomatici, i professori, gli studenti, i lavoratori, gli scrittori, e tante altre persone che l’Europa rimpatria a volte come salsicce su un aereo, quando non sono riusciti a ottenere un visto o un permesso di soggiorno. Questo progetto è in gran parte basato sul meticoloso lavoro delle ONG dei Paesi Bassi, senza il quale questa macelleria rimane in gran parte ignorata.link aiuo Official Web site: AIUO http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/
Source: monde-diplomatique.fr

sabato 12 ottobre 2013

Mali: MUJAO rivendica gli attacchi contro la città di Gao

Sabrina Carbone100kb
Le Forze militari del nord del Mali stanno cercando da martedì, 8 ottobre, di risalire all’origine dei colpi d’arma da fuoco pesanti che hanno colpito la città di Gao. Il Movimento per la unicità e la jihad in Africa occidentale (MUJAO) ha rivendicato Martedì, 8 ottobre, i colpi e gli attacchi dinamitardi, sferrati contro il ponte Benti a sud di Gao a 50 km dal confine con il Niger, e ha avvertito che “gli attacchi contro i nemici dell’Islam continueranno”. E’ stato confermato un morto, alcuni feriti e dei dispersi. Abu Walid Sahraoui è resuscitato ed è un componente importante di MUJAO, in pratica è il portavoce del movimento, che, a nome degli islamisti nel nord del Mali, ha sostenuto gli attacchi con armi pesanti contro la città di Gao e dopo 24 ore anche l’attacco dinamitardo su un piccolo ponte nella stessa regione di Gao, non lontano dal confine con il Niger. Gli assalti “continueranno”, ha dichiarato Walid Sahraoui citando coloro che lui chiama i nemici che lavorano per la Francia, per il Niger, per il Senegal, per la Guinea e per il Togo. Tutti questi paesi hanno inviato truppe sul territorio maliano sotto il Minusma. Cacciati dalle tre città principali nel nord del Mali grazie all’intervento francese nel mese di gennaio, gli islamici sembrano ora concentrati a riorganizzare gli attacchi bellici. In altre parole, una guerra asimmetrica. A Timbuktu, tra qualche settimana, potranno sotterrare il dispositivo di sicurezza della città, prima di effettuare un attacco all’ingresso del campo militare. L’obiettivo di quest’ultimo assalto è quello di dimostrare che sono molto attivi, nella regione di Gao, come anche nel nord.
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Source:RFI

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: I legami tra la salute e la nutrizione

530380_4674737277999_216861150_nLa malnutrizione è la causa di quasi la metà di tutte le morti infantili registrate in tutto il mondo. Spesso c’è uno scarso dibattito sul ruolo preventivo svolto dagli operatori sanitari, dai medici, dagli infermieri, dalle ostetriche e dagli operatori sanitari nella comunità, i quali, sono di vitale importanza nella promozione della buona nutrizione materna e infantile, in particolare nei primi 1.000 giorni, di questa piccola finestra cruciale che si apre tra la nascita e il secondo compleanno di un bambino. Ad esempio, gli operatori sanitari operanti nelle comunità indiane, agiscono ne loro interno in modo pro-attivo allo scopo di identificare le donne incinte e i bambini sottoposti al rischio di malnutrizione. Tuttavia, i bambini più a rischio sono quelli meno propensi a vedere un operatore sanitario. Dei 30 paesi con il più alto tasso di problemi nella crescita, risultato della malnutrizione cronica, 29 sono classificati come i paesi con le maggiori carenze di personale sanitario. In Afghanistan, dove quasi 3 su 5 bambini hanno problemi di sviluppo, sono solo sette gli operatori sanitari, medici, infermieri e ostetriche, per ogni 10.000 persone.
La carenza globale degli operatori sanitari qualificati significa che i bambini dei paesi più poveri non ricevono le cure appropriate che invece rallentano la morte per cause legate alla malnutrizione. Tutto ciò deriva dalle scarse informazioni che le donne in stato gravidanza ricevono sulla buone abitudini nutrizionali non solo per se stesse ma anche per i loro bambini. Abbiamo bisogno di più operatori sanitari, di maggiore formazione e di un ampio sostegno per prevenire e curare la malnutrizione nei luoghi dove è più necessario.
Che cosa otteniamo?
Come parte di un ampio sforzo per prevenire la mortalità materna, infantile e neonatale e quella dei bambini appena nati e per raggiungere una copertura sanitaria universale, Save the Children porta avanti un ​​lavoro di incidenza politica allo scopo di:
- Garantire che le iniziative globali di nutrizione riconoscono il ruolo che gli operatori sanitari svolgono per migliorare la nutrizione materna e infantile.
- Aumentare gli investimenti nella assunzione e nella formazione di nuovi operatori sanitari.
- Elaborare e attuare piani per il costante sviluppo della formazione professionale degli operatori sanitari, tra i quali un maggiore sostegno e una larga supervisione, come anche migliori salari e incentivi per incoraggiarli a lavorare in aree remote.
- Assicurare che la nutrizione diventi una parte fondamentale del curriculum di formazione a tutti i livelli degli operatori sanitari.
Nel mese di novembre in Brasile sarà celebrato il terzo ‘Global Forum’ sulle risorse umane per la sanità. Save the Children, chiede ai leader mondiali di cogliere questa opportunità per assicurare a tutte le madri e a tutti i bambini di avere un facile accesso agli operatori sanitari allo scopo di ricevere una maggiore informazione e un miglior sostegno che sono necessari per rispettare le norme nutritive e salvare vite umane. Official website Aiuo http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/

L’esercito israeliano attacca un bersaglio in Siria

Sabrina Carbone
100kbL’esercito israeliano ha attaccato un bersaglio in Siria dopo che un soldato sulle Alture del Golan occupate da Israele ha riportato lievi ferite provocate dalle armi da fuoco da parte siriana. Mercoledì scorso, 9 ottobre, Tel Aviv ha riferito che i due colpi di mortaio sono stati sparati da una posizione militare israeliana, e ha aggiunto che un loro soldato è stato leggermente ferito dalle schegge e un altro invece ha subito uno shock. Non sono stati rilasciati rapporti sui proiettili che sono stati sparati dalle forze siriane o dai militanti che combattono contro il Governo siriano. Il 12 settembre, due colpi di mortaio sparati dalla parte interna della Siria hanno colpito la zona sud delle alture del Golan. Un portavoce militare israeliano ha rivelato che i colpi di mortaio sono caduti sul suolo e non hanno causato vittime o danni. “Sembra all’apparenza che sono stati lanciati per errore”, ha aggiunto il portavoce. Le Alture del Golan sono state colpite da colpi di mortaio in varie occasioni a partire dall’inizio del conflitto in Siria per oltre due anni. In riferimento a alcuni rapporti, le potenze occidentali e i loro alleati regionali, in particolare il Qatar, l’Arabia Saudita e la Turchia, sostengono i terroristi che operano all’interno della Siria. Secondo le Nazioni Unite, oltre 100.000 sono i morti e milioni le persone sfollate a causa delle violenze. Il regime israeliano ha occupato il Golan durante la guerra dei sei giorni nel 1967. Israele ha connquistato il territorio Siriano nel 1967 e lo ha annesso nel 1982. Tuttavia, la comunità internazionale non ha mai riconosciuto questa annessione.
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Fonte: Press TV

venerdì 11 ottobre 2013

Scandalo in Messico: Ha partorito davanti all’ospedale che ha rifiutato di aiutarla

Sabrina Carbone100kb
1393806_10151944230709393_2035748806_nUna madre ha partorito da sola su un prato all’entrata dell’ospedale dal momento che il personale del Nosocomio le aveva vietato l’accesso. La donna mentre partoriva è stata fotografata da un passante e oramai ha fatto il giro del mondo. La polemica scuote attualmente il Messico a causa di questa fotografia che rilancia il dibattito sulla accessibilità alle cure mediche dalla minoranza etnica. Un cliché crudo pubblicato in uno dei quotidiani ‘La Razon’ ha fatto scandalo dopo la sua pubblicazione. Le reazioni sono state molteplici in solidarietà con questa madre di 29 anni, messa alle porte dal centro medico dello Stato di Oaxaca, da una infermiera mentre lei si apprestava a mettere al mondo suo figlio. Mentre il suo compagno tentava di persuadere l’infermiera a causa della gravità dello stato della congiunta,, la giovane Irma Lopez nelle prossimità dell’Ospedale partoriva il suo terzo figlio. “Non volevo partorire in questo modo. E’ stato brutto e doloroso ha raccontato Irma alla Associazione dei Media che l’ha interrogata dopo che tutto ciò è diventato un caso nazionale. In seguito a questo evento. il Governo di Oaxaca ha annunciato la sospensione del direttore del Centro medico, e ha aperto una inchiesta contro l’Istituto in questione allo scopo di sapere chi ha dato l’ordine di rifiutare a questa povera coppia originaria delle montagne del Nord dello Stato di dare le cure appropriate alla giovane donna.
Source:Kabylie


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Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: UNCHR, 32000 i migranti accolti a partire dall’inizio del 2013

530380_4674737277999_216861150_nI soccorsi continuano, nel canale di Sicilia, i salvagenti vengono lanciati dagli elicotteri e le scialuppe di salvataggio arrivano dalle navi che stanno prestando soccorso. L’alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati di Malta e Lampedusa, intervenuto sull’isola italiana, ha ricordato che a partire dall’inizio del 2013 sono 32.000 le persone accolte, due terzi delle quali ha richiesto asilo. La UNCHR ha reso noto che ha accolto con favore le azioni compiute da parte della Commissione Europea come anche quella degli altri Stati, ma ha anche sottolineato che tra i sopravvissuti rientrano i rifugiati che sono stati in antecedenza nel campo di Shagarab, nell’est del Sudan, e in quello di Mai Aini, nel nord dell’Etiopia. La rabbia che ha fatto seguito alle morti di Lampedusa sembra essere tra le cause dei disordini dello scorso fine settimana nel campo di Mai Aini, nei quali è rimasta uccisa una persona. In questo ultimo naufragio 10 sono i bambini che sono stati salvati e trasportati al centro di accoglienza di Lampedusa. Anche in Egitto sono stati registrati 12 morti, un altro scafo è affondato davanti alle coste egiziane. Le autorità hanno confermato che 116 sono i sopravvissuti e sono tutti di nazionalità palestinese e siriana. Oggi è anche la Giornata Internazionale delle bambine, dichiarata dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e stabilita per riconoscere i diritti delle bambine e le sfide che affrontano in tutto il mondo. Venire a conoscenza che molti bambini vengono imbarcati su queste navi con la speranza di trovare un futuro migliore e che molte madri hanno fatto la traversata morendo con i figli ancora in grembo è un argomento che incita a riflettere.