lunedì 30 settembre 2013

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo – Olocausto: Alla ricerca degli ultimi crimini di guerra nazisti

Hans Lipschis, tutore presunto di Auschwitz, è stato accusato all’età di 93 anni dal Tribunale di Stoccarda. L’indagato sostiene di essere stato un cuoco del campo di sterminio.
530380_4674737277999_216861150_nLa Giustizia non guarda agli anni. Il tribunale di Stoccarda ha accusato un presunto guardiano di Auschwitz di omicidio. L’anziano indagato, che oramai ha 93 anni, è Hans Lipschis e secondo la stampa tedesca, ha negato le accuse mosse contro di lui dichiarando che è stato solo un cuoco nel campo di sterminio, dove quasi un milione persone sono morte tra il 1940 e il 1945. Il Centro Simon Wiesenthal, da parte sua, non ha dubbi sulla colpevolezza di un uomo che è stato collocato al quarto posto nella lista dei più ricercati criminali di guerra nazisti. Dopo aver vissuto una vita tranquilla nella Germania del dopoguerra Lipschis Hans è emigrato a Chicago nel 1956. Ma le autorità statunitensi lo hanno espulso nel 1982, quando il suo dossier di anziano SS è diventato pubblico. In seguito a questo evento è andato a vivere a Ostalb nel Baden-Württemberg, una ricca regione meridionale della Repubblica federale, dove questo pensionato ha dimorato tranquillamente fino a quando la giustizia non lo ha raggiunto questa settimana. L’accusa era inimmaginabile qualche anno fa. Per quasi sei decenni, i giudici tedeschi non hanno raggiunto un accordo, in effetti, sul destino di un ex nazista, e stabilire di conseguenza se la responsabilità individuale per concorso in omicidio poteva essere provata. La decisione della Corte di Giustizia Federale, che risale al 1969, aveva permesso ai numerosi complici diretti o indiretti, alla fine dell’Olocausto di vivere i loro giorni in pace. Ma nel 2011, a Monaco, John Demjanjuk è stato condannato a cinque anni di carcere per complicità nello sterminio di oltre 28.000 ebrei senza evidenza di reato. La Corte ha giudicato che la sua qualità di guardiano del campo di Sobibor era sufficiente per stabilire la sua responsabilità. Questa condanna ha creato un precedente che ha permesso oggi di aprire nuove indagini.
Non volendo perdere questa “opportunità”, il Centro Simon Wiesenthal non ha esitato a lanciare nel mese di luglio una “operazione dell’ultima chance”. L’associazione con sede a Los Angeles ha offerto 25.000 € a chiunque trovava i complici nell’Olocausto. Nulla a che vedere con Auschwitz, oltre 6000 SS hanno partecipato allo sterminio di interi convogli innocenti. Anche se quasi tutti i responsabili di questa atrocità sono morti, gli investigatori tedeschi hanno trovato quaranta persone che sono oggi ancora vive. Tutti novantenni, e non hanno molto tempo per rispondere dei loro crimini.link aiuo Official website AIUOhttp://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/index.html

La Russia, l’Iran e Damasco possono aumentare la tensione sulle frontiere tra Israele e la Siria e il Libano per debilitare (ancor di più) Netanyahu davanti a Obama

Sabrina Carbone
100kbLe strategie di poter per armare una guerra indipendentemente dalla Nazione non finiscono mai: ‘Chi è senza peccato scagli la prima pietra’. Fonti militari occidentali prevedono un aumento delle tensioni questa settimana sui confini tra Israele, la Siria e il Libano. Sullo scacchiere internazionale Mosca, Teheran e Damasco stanno escogitando un piano per mettere in imbarazzo, Benjamin Netanyahu, dal momento che oggi lunedì, 30 settembre, ha parlato al telefono con il Presidente Barack Obama alla Casa Bianca, e domani affronteranno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Tutto ciò offre una opportunità in più per stuzzicare con ulteriori pressioni Israele che marcia verso l’isolamento dopo che la amministrazione Obama ha rallentato improvvisamente la sua carriera per perseguire nuove relazioni diplomatiche con Teheran. Israele è vista con poco vigore in seguito ai legami freddi stabiliti con Washington e alla sua mancanza di slancio militare, mentre Netanyahu arriva negli Stati Uniti per presentare il caso di Israele al Presidente degli Stati Uniti e alla comunità internazionale. Continuando il discorso, queste fonti strategiche prevedono che la Russia, l’Iran e la Siria potranno attuare un escamotage per incitare Israele a attuare una risposta militare sconsiderata e mal pianificata in questo momento. In questo caso sarà possibile inquadrare il Governo Netanyahu come il guerrafondaio che sta alterando la zona di speranza per la cooperazione russo-americana allo scopo di risolvere i problemi delle armi chimiche della Siria e dell’Iran, attraverso i canali diplomatici. Tutto quello che devono fare è inserire una spedizione di armi avanzate o chimiche dalla Siria a Hezbollah in Libano e provocare un attacco aereo israeliano per accendere un fuoco altamente esplosivo.link aiuo
Suorce:http://www.laproximaguerra.com/2013/09/rusia-iran-y-damasco-podrian-aumentar-tensiones-frontera-israel-siria-libano.html#

domenica 29 settembre 2013

Il Pentagono denuncia un cyberattacco iraniano in pieno ‘disgelo’ diplomatico con Teheran

Sabrina Carbone
100kbDoccia fredda dunque per il Presidente dell’Iran, Hasan Rouhani, che in questi giorni ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo degli Stati Uniti, Barack Obama. Gli ufficiali del Pentagono hanno puntato il dito contro l’Iran e lo hanno accusato di essere l’autore dell’attacco informatico lanciato contro le reti dei computer della Marina degli Stati Uniti che hanno avuto luogo nel mese di settembre. I funzionari del Pentagono hanno lamentato che nelle ultime settimane i computer delle forze marittime degli Stati Uniti hanno subito interventi cibernetici da parte degli hacker iraniani, pubblica il giornale ‘The Wall Street Journal’. Gli attacchi informatici coincidono con la ripresa del discorso storico sulla questione del nucleare iraniano tra il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama e il suo omologo dell’Iran, Hasan Rouhani, avvenuto fuori dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Questo è il primo contatto tra i Premier dei due paesi dal 1979. Fonti ufficiali del Pentagono hanno indicato che la tensione tra l’Iran e la guerra cibernetica degli Stati Uniti continua ad aumentare, ma negano che gli hacker iraniani possono aver avuto accesso a importanti informazioni militari, e che usino la rete come un canale di comunicazione via e-mail interna. Gli specialisti militari riconoscono che le capacità di Teheran a questo proposito sono in continuo sviluppo. Se in precedenza tra gli obiettivi strategici degli attacchi degli hacker, che presumibilmente lavorano per il Governo iraniano, i sistemi informatici delle banche e delle società energetiche, sono stati e sono attualmente le reti di difesa vulnerabili allo spionaggio. Questa non è la prima volta che Washington accusa la Repubblica Islamica di cyber-bullismo. A maggio del 2013 la stampa americana aveva enfatizzato l’attacco da parte degli hacker contro i sistemi informatici delle società del gas iraniano, del petrolio e della energia. Parallelamente, molti analisti hanno esposto che gli Stati Uniti possono essere, insieme a Israele, dietro il cyber attacco compiuto contro le strutture della infrastruttura nucleare iraniana nel 2007.link aiuo

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: L’Esercito siriano bombarda una scuola a Raqqa almeno 12 sono i morti (immagini scioccanti)

530380_4674737277999_216861150_nUn gruppo di attivisti ha riferito che gli aerei da guerra del Governo, hanno bombardato una scuola pubblica nel nord della Siria oggi Domenica, 29 settembre, uccidendo almeno 12 persone, la maggior parte sono studenti. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede in Gran Bretagna, ha rivelato che l’attacco aereo del regime ha avuto luogo oggi Domenica, nella città di Raqqa, che è l’unico capoluogo di provincia della Siria sotto il controllo dei ribelli. Almeno 30 sono stati gravemente feriti, secondo il Media Center per i ribelli di Raqqa . L’Osservatorio ha aggiunto anche, che il bilancio delle vittime è destinato a salire perché molti dei feriti hanno riportato gravi lesioni. La città è stata strappata dal controllo del Governo nello scorso mese di marzo, ed è attualmente dominata dal gruppo di Al-Qaeda, Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Il regime del Presidente Bashar al-Assad ha fatto affidamento sulla sua forza aerea per attaccare le zone controllate dai ribelli in un conflitto che dura da due anni e mezzo nel paese. Un video raccapricciante presumibilmente registrato durante l’attacco è stato caricato su YouTube dal MCRR. Siamo in piena sintonia con quanto espresso da una Fonte del Times of Israel, che ha esposto: “Anche se non è necessario guardare oltre i primi secondi il video non è possibile che YouTube permetta di divulgarlo liberamente senza censura e senza avvertimento contro la visione da parte di minori o persone sensibili, le immagini sono veramente raccapriccianti, anche noi sconsigliamo la visione, nel rispetto di tutti coloro che sono morti. Official website: http://aiuoumanitariaopere.altervista.org/index.html
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Kenya: Interpol ricerca di Samantha Lewthwaite, conosciuta come la “vedova bianca”

Sabrina Carbone100kb
Il Kenya è ancora in lutto dopo l’assalto al centro commerciale Wesgate di Nairobi. L’indagine prosegue, e l’Interpol è alla ricerca di una colombiana, Samantha Lewthwaite, conosciuta come la “vedova bianca”.veuve blanche_0 Su richiesta del Kenya, l’organizzazione di cooperazione internazionale della polizia ha emesso, il 26 settembre, un “codice rosso”, o meglio detto una richiesta di arresto in vista di una estradizione per un altro caso. Samantha Lewthwaite, di 29 anni, è nota anche come Natalie Webb ed è ricercata in Kenya per detenzione di esplosivi e complicità in reati di detenzione. Un caso che risale al dicembre 2011. Questa non è la prima volta che il nome di Samantha Lewthwaite circola nei casi di terrorismo in Kenya. La Polizia di Nairobi sospetta che ha pianificato un attentato nel 2011 a Mombasa, una città costiera del Paese. Parallelamente, il processo del suo presunto complice nel caso riprenderà il prossimo Martedì. Il detenuto è stato arrestato sul posto. Samantha, invece è riuscita a fuggire. E’ stato nel 2005 che questa britannica è diventata nota. Ha sposato uno degli autori degli attentati di Londra, e ha ucciso 56 persone quest’anno. La giovane vedova inizia a orchestrare il suo modo di agire, fugge dalla Bretagna e scompare dai radar. Il suo arresto permetterà alla giustizia del Kenya di ripercorrere il suo percorso. Un viaggio che l’ha portata in particolare in Sud Africa, dove ha ottenuto un passaporto falso nel 2008, e sarà anche interrogata sui suoi legami con al-Shabaab. La stampa inglese, in particolare, ha fatto numerose speculazioni nei giorni scorsi sulla sua partecipazione all’attacco contro il centro commerciale Westgate. Le autorità del paese hanno dato informazioni contrastanti a riguardo. Per quanto riguarda Shebab, hanno negato qualsiasi partecipazione straniera.link aiuo

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Jaua la Onu “dirottata” dall’imperialismo

Il Cancelliere ha chiesto che venga creata una agenzia in seno all’ONU contro lo spionaggio
530380_4674737277999_216861150_nIl cancelliere Elias Jaua, ha dichiarato venerdì, 27 settembre, a New York, che l’ONU è “dirottato” dall’imperialismo e ha ribadito ciò che affermato il suo paese sulle barriere degli Stati Uniti in riferimento alla presenza in seno alla Assemblea generale delle Nazioni Unite del Presidente venezuelano Nicolas Maduro. Parlando alla Assemblea Generale delle Nazioni Unite, alla quale Maduro non ha partecipato, Jaua ha anche criticato il Premier degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha asserito nel Forum di Martedì, 25 settembre, che gli Stati Uniti sono “eccezionali” e ha ricordato in diverse occasioni la figura del defunto Presidente Hugo Chavez. “Il Venezuela vuole, alla presenza di tutti voi, segnalare un sequestro: “questa organizzazione è stata sequestrata”, ha ammonito Jaua nel suo intervento nel dibattito della Assemblea Generale, spiegando che “il rapitore ha molte facce e “cambia nome e bandiera”, ma continua a essere sempre lo stesso: “l’imperialismo”. Jaua ha iniziato il suo intervento segnalando che Maduro non ha aderito alla tavola rotonda a causa di una serie di ritardi, di ostacoli, di vincoli e per la mancanza di garanzie per lui e per i membri della sua delegazione da parte degli Stati Uniti. Questa, ha aggiunto, è una “flagrante violazione” degli obblighi che impongono gli Stati Uniti relativi all’Accordo sulla sede delle Nazioni Unite. Il Ministro degli Esteri venezuelano ha denunciato che “nessuno osa” proporre alle Nazioni Unite di punire gli Stati Uniti per queste “violazioni flagranti”, come il mantenimento della struttura detentiva di Guantanamo o l’uso di droni, che a suo giudizio “hanno causato decine di migliaia di vittime innocenti”. Jaua dunque ha proposto che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, dia inizio alla creazione di una agenzia all’interno delle Nazioni Unite allo scopo di lavorare per garantire a tutti gli esseri umani, il diritto alla privacy e a comunicare senza intercettazioni. In aggiunta ha comunicato che bisogna realmente considerare “se il quartier generale delle Nazioni Unite deve rimanere in questo paese, dove il Governo non rispetta la organizzazione, per non parlare della sovranità di ciascuno dei suoi membri”. Fino ad ora, ha concluso, il Venezuela ha accolto la proposta del Presidente della Bolivia, Evo Morales, che vengano ubicate “diverse filiali secondarie di questo corpo, in varie parti del mondo”.


USA-Iran: Telefonata storica tra Obama e Rohani

Sabrina Carbone100kb
Il Presidente Barack Obama e il suo omologo dell’Iran, Hassan Rohani hanno parlato al telefono Venerdì, 27 settembre, un contatto senza precedenti tra gli Stati Uniti e l’Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Questa conversazione ha avuto luogo quando il Premier iraniano ha lasciato il suolo americano dopo una settimana passata a New York in occasione della Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una settimana durante la quale Hassan Rohani non ha cessato di moltiplicare i gesti di buona volontà e di rilasciare dichiarazioni lenitive. Hassan Rohani, era sorridente sotto il suo turbante, a bordo dell’aereo che lo ha portato a Teheran. Durante la sua conferenza stampa di Venerdì, ha enumerato la lunga la lista di persone che ha incontrato tra le quali, il Presidente francese, l’unico capo di Stato occidentale ad aver avuto una audizione con lui. Rohani ha affermato con convinzione che il suo paese intende costruire un rapporto di fiducia con l’Occidente. E ha aggiunto che è pronto a fare tutto ciò che è in suo potere per contribuire a risolvere il conflitto in Siria: “L’Iran è pronto a partecipare attivamente alla conferenza di Ginevra 2 o a qualsiasi altro tipo di conferenza che sarà svolto in aiuto del popolo siriano. Noi crediamo che i paesi possono aiutare la Siria a costruire il suo futuro e devono lavorare mano nella mano per porre fine alle sofferenze del popolo siriano”. Commentando il capitolo spinoso del nucleare, il Presidente iraniano ha confermato la volontà di voler giocare un ruolo trasparente e che farà tutto il necessario per raggiungere un accordo con il gruppo dei Sei. “Sotto il mio Governo voi non vedrete mai una promessa non mantenuta”, ha concluso Hassan Rohani.link aiuo

USA-Iran: Telefonata storica tra Obama e Rohani

Sabrina Carbone100kb
Il Presidente Barack Obama e il suo omologo dell’Iran, Hassan Rohani hanno parlato al telefono Venerdì, 27 settembre, un contatto senza precedenti tra gli Stati Uniti e l’Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Questa conversazione ha avuto luogo quando il Premier iraniano ha lasciato il suolo americano dopo una settimana passata a New York in occasione della Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una settimana durante la quale Hassan Rohani non ha cessato di moltiplicare i gesti di buona volontà e di rilasciare dichiarazioni lenitive. Hassan Rohani, era sorridente sotto il suo turbante, a bordo dell’aereo che lo ha portato a Teheran. Durante la sua conferenza stampa di Venerdì, ha enumerato la lunga la lista di persone che ha incontrato tra le quali, il Presidente francese, l’unico capo di Stato occidentale ad aver avuto una audizione con lui. Rohani ha affermato con convinzione che il suo paese intende costruire un rapporto di fiducia con l’Occidente. E ha aggiunto che è pronto a fare tutto ciò che è in suo potere per contribuire a risolvere il conflitto in Siria: “L’Iran è pronto a partecipare attivamente alla conferenza di Ginevra 2 o a qualsiasi altro tipo di conferenza che sarà svolto in aiuto del popolo siriano. Noi crediamo che i paesi possono aiutare la Siria a costruire il suo futuro e devono lavorare mano nella mano per porre fine alle sofferenze del popolo siriano”. Commentando il capitolo spinoso del nucleare, il Presidente iraniano ha confermato la volontà di voler giocare un ruolo trasparente e che farà tutto il necessario per raggiungere un accordo con il gruppo dei Sei. “Sotto il mio Governo voi non vedrete mai una promessa non mantenuta”, ha concluso Hassan Rohani.link aiuo

USA-Iran: Telefonata storica tra Obama e Rohani

Sabrina Carbone100kb
Il Presidente Barack Obama e il suo omologo dell’Iran, Hassan Rohani hanno parlato al telefono Venerdì, 27 settembre, un contatto senza precedenti tra gli Stati Uniti e l’Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Questa conversazione ha avuto luogo quando il Premier iraniano ha lasciato il suolo americano dopo una settimana passata a New York in occasione della Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una settimana durante la quale Hassan Rohani non ha cessato di moltiplicare i gesti di buona volontà e di rilasciare dichiarazioni lenitive. Hassan Rohani, era sorridente sotto il suo turbante, a bordo dell’aereo che lo ha portato a Teheran. Durante la sua conferenza stampa di Venerdì, ha enumerato la lunga la lista di persone che ha incontrato tra le quali, il Presidente francese, l’unico capo di Stato occidentale ad aver avuto una audizione con lui. Rohani ha affermato con convinzione che il suo paese intende costruire un rapporto di fiducia con l’Occidente. E ha aggiunto che è pronto a fare tutto ciò che è in suo potere per contribuire a risolvere il conflitto in Siria: “L’Iran è pronto a partecipare attivamente alla conferenza di Ginevra 2 o a qualsiasi altro tipo di conferenza che sarà svolto in aiuto del popolo siriano. Noi crediamo che i paesi possono aiutare la Siria a costruire il suo futuro e devono lavorare mano nella mano per porre fine alle sofferenze del popolo siriano”. Commentando il capitolo spinoso del nucleare, il Presidente iraniano ha confermato la volontà di voler giocare un ruolo trasparente e che farà tutto il necessario per raggiungere un accordo con il gruppo dei Sei. “Sotto il mio Governo voi non vedrete mai una promessa non mantenuta”, ha concluso Hassan Rohani.link aiuo

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: A Dakar le inondazioni e la mancanza di acqua potabile aumentano la rabbia del popolo

530380_4674737277999_216861150_nRabbia e sgomento a Dakar. E’ da due settimane che manca l’acqua a causa di un guasto alla rete di distribuzione della stazione di Keur Momar Sarr a 200 km dalla capitale. Non una goccia d’acqua nei rubinetti e alcune persone sono state colpite dalle inondazioni. Per placare il clima sociale teso dopo due settimane di pausa, il Presidente senegalese, Macky Sall ha promesso che le bollette dell’acqua saranno stornate questo mese. Macky Sall ha realizzato un sopralluogo Venerdì, 27 Settembre, alla Stazione di Keur Momar Sarr, sita a 200 km a nord da Dakar, dove continuano i lavori di riparazione. Nel frattempo, la metà delle persone che vivono nella regione di Dakar non hanno ancora l’acqua potabile e alcune persone vivono sommersi d’acqua a causa delle inondazioni. Nel quartiere di El Hadji Pathé, a Keur Massar, il mese scorso, una ondata di acqua verde ha allagato le strade, i cortili e le case, comportando un black-out generale. E come se non bastava, ora le persone devono affrontare la carenza di acqua potabile. Marie Diaw non sa come fare: “Abbiamo tutti i problemi di questo mondo. Mancanza di energia elettrica, di acqua, e ad aggravare la situazione anche l’acqua stagnante. C’è una fila molto lunga per ottenere una bottiglia, a volte due, perchè tutti vanno nello stsso posto e non è sufficiente per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia. Abbiamo dovuto subito attingere l’acqua dai pozzi potabili che sono nelle vicinanze. Sappiamo che è acqua sporca, e che non bisogna berla, ma con un pò di candeggina possiamo bere comunque. Non abbiamo davvero altra scelta”. Anche Ibra è del posto. Condivide la stessa confusione e ha dichiarato: “Siamo scoraggiati da questo tipo di situazione. Siamo stati inondati da acqua verde e sporca, piena di zanzare. Noi non capiamo il motivo e viviamo allo sbando. C’è molta rabbia e la gente è stanca. La paura è percepibile ovunque, perché le persone non sanno dove stanno andando e quando avrà fine tutto questo disguido”. Official website AIUO: http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/


Siria: il Piano segreto tra Obama e Putin

Sabrina Carbone100kb
La proposta russa, di smantellare l’arsenale chimico siriano è stata presentata come un suggerimento spontaneo, ma in realtà era stata già discussa tra Mosca e  Washington. Lo scenario sulla crisi siriana era stato fin troppo ben allestito per crederlo completamente spontaneo. Nel corso di una conferenza stampa che è stata tenuta lunedì, 16 settembre, e era destinata a rassicurare l’opinione pubblica sulla fondatezza delle azioni in Siria, il segretario di Stato americano, John Kerry, aveva risposto a una serie di domande tra le quali: Quali sono i motivi che possono impedire di raggiungere i risultati? Di rimando il capo della diplomazia statunitense aveva risposto: ” Certamente Assad può restituire nella sua integrità il suo arsenale chimico alla comunità internazionale, la settimana prossima, ma non è prossimo a farlo, lui non può”. Lo stupore tra il pubblico non è tardato ad arrivare e riconoscendo la gaffe fatta dal segretario di Stato americano, il portavoce del dipartimento di Stato, Jen Psaki, aveva insistito sul carattere ‘retorico’ della frase e di conseguenza rifiutava qualsiasi tipo di negoziato con un ‘dittatore brutale’ e ‘inaffidabile’. Ma era già troppo tardi. Nel primo pomeriggio una ‘bomba’ veniva lanciata da Mosca. Il capo della diplomazia russa, Sergueï Lavrov, prendeva sulla parola il suo omologo americano e invitava il suo alleato siriano a mettere il suo arsenale chimico sotto il monitoraggio internazionale prima di essere distrutto. Damasco non se lo fa ripetere due volte e risponde positivamente. Attoniti i cancellieri occidentali, offrono anche loro il consenso favorevole a quella che oggi è chiamata ‘proposta russa’. La sera stessa Barak Obama che aveva citato tutto questo come un “importante passo avanti” scartava di agire nella immediatezza in Siria e chiedeva al Congresso di rimandare, sine die, ogni voto su un ricorso alla forza. Il giorno dopo, la Francia riprendendo il discorso presentava al Consiglio della sicurezza dell’ONU una risoluzione che riprende i termini dell’offerta russa, ma aggiungeva che i responsabili della tragedia del, 21 agosto, dovevano essere processati davanti alla Corte penale Internazionale (CPI). In virtù del capitolo VII, il mancato rispetto degli obblighi legali, da parte di Damasco, allora  permetteva, de facto, l’uso della forza in Siria. Se i negoziati continuavano secondo la natura della scrittura, e niente garantiva che Mosca lo accettava, Washington e Parigi sembravano decisi a dare una opportunità alla diplomazia.
Parigi ‘inconsapevole’
Uno sviluppo rocambolesco che non lascia nulla al caso. Infatti il 1° settembre di quest’anno in seguito alla decisione di Obama di avvalersi del voto del Congresso, il quotidiano israeliano ‘Haaretz’ pubblicava che il Premier americano in realtà stava giocando la sua ultima carta diplomatica per risolvere la crisi siriana. Ma non è tutto, successivamente sempre lo stesso quotidiano, che fa fede alle informazioni dei cancellieri occidentali, pubblicava che gli Stati Uniti e la Russia stavano lavorando congiuntamente alla soluzione del Consiglio della sicurezza dell’ONU, che incitava Bachar al-Assad a trasferire il suo arsenale chimico alle forze russe, sotto la supervisione degli ispettori delle Nazioni Unite, allo scopo di distruggere i gas neurotossici estratti dalla Siria o addirittura distruggerli sul luogo. Queste condizioni a grandi linee saranno ritrovate dieci giorni dopo nella risoluzione proposta dalla Francia all’ONU. A riguardo un consigliere diplomatico francese, aveva informato “La proposta russa non era prevista, ma non è una sorpresa dal momento che sono state fatte delle forti pressioni sulla Siria. Il Boston Globe ha scritto che i dibattiti tra Washington e la Russia durano da oltre un anno e che l’argomento in discussione risale al Summit del G20 di Los Cabos, in Messico, svolto il 18 e il 19 giugno dello scorso anno. I colloqui hanno avuto un prosieguo specie dopo la visita di John Kerry a Mosca, nonostante i freddi rapporti bilaterali motivati dallo spinoso caso sulla lista Magnitsky e sull’asilo politico accordato da Mosca all’ex consulente americano della NSA, Edward Snowden. La situazione invece è cambiata il 21 agosto scorso con l’attacco chimico della Ghouta, dove Washington accusa Damasco di essere il responsabile. Galeotto è stato dunque il G20 di San Pietroburgo che, nel contesto degli imminenti attacchi aerei degli USA, ha permesso a Obama e a Putin, sotto lo sguardo stupito degli altri Stati, di appartarsi in una stanza e partorire quello che è stato chiamato ‘Accordo internazionale’ il cui testo sarà inviato, ai rispettivi capi della diplomazia. Dice bene il giornalista di Rfi, una trama degna di Hollywood che difficilmente convince il consigliere diplomatico francese. “Forse l’idea russa è stata sviluppata a livello bilaterale, in passato, ma di certo non come una proposta in debita forma”. “C’è stata una vera e propria logica di azioni. Se il caso non voleva dare la giusta occasione, Mosca faceva il suo annuncio al Summit del G20, e Obama rimaneva completamente circondato dalle dichiarazioni (sulle azioni)”, ha aggiunto il consulente francese. Anche un altro funzionario americano assicura che la proposta di Mosca è il frutto “di mesi di incontri e conversazioni tra le due parti”. Un dèja vu per i grandi della terra.
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sabato 28 settembre 2013

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Urbano VII, il Papa dei poveri

530380_4674737277999_216861150_nPapa Urbano VII, era nato a Roma nel 1521, proveniva da una famiglia appartenente alla nobiltà genovese, Giovanni Battista Castagna aveva studiato diritto civile e canonico presso varie università d’Italia prima di intraprendere una brillante carriera. Sindaco, Arcivescovo di Rossano, Presidente di varie congregazioni al Concilio di Trento, nunzio in Spagna, e a Venezia, vantava un curriculum più che eccellente, e soprattutto lo era in tutti gli ambiti. Nel 1583, era diventato cardinale-prete della Chiesa titolare di San Marcello e l’anno successivo era stato nominato governatore di Bologna. Ogni volta, dimostrava una straordinaria prudenza, una ottima capacità amministrativa e una incredibile e rara efficacia. Era naturale che, in seguito alla morte di Sisto V, il 27 Agosto del 1590, veniva nominato come suo successore da 54 cardinali riuniti in conclave, il 15 settembre. La notizia della sua elezione aveva causato una ondata di gioia universale, soprattutto in Spagna, dove il suo passaggio aveva segnato gli animi.
Un elenco per i poveriurbain-pape-683345-jpg_472467
Subito dopo la sua elezione, aveva rivoluzionato il modo di governare di un Papa. Distribuiva denaro ai più bisognosi i quali vivevano nelle periferie e aveva ordinato di redarre un elenco di tutte le parrocchie povere allo scopo di soddisfare le loro esigenze. Immediatamente aveva ordinato a tutti i fornai della città di fare più grandi le pagnotte e soprattutto di venderle a prezzi inferiori alle persone, pagando tutto di tasca sua.  Urbano VII, aveva addirittura offerto lavoro agli svantaggiati e aveva ordinato il completamento delle opere pubbliche avviate dal suo predecessore, il palazzo del Vaticano e il Quirinale, e gli edifici della Chiesa di San Pietro. Come un buon manager, non aveva dimenticato di motivare i cardinali, e voleva che aumentavano il loro scarso reddito. Ancora più incredibile, aveva regolato i debiti di tutti i monti di pietà dello Stato ecclesiastico … tutto senza il consiglio di Jacques Attali.
Una guerra contro il lusso
Il Pontefice non aveva aperto le porte solo al buon senso, ma aveva iniziato una guerra contro il lusso, fino a vietare ai ciambellani del Vaticano di indossare degli abiti in seta. Urbano VII era stato anche il primo a vietare il fumo nei luoghi pubblici e aveva minacciato di scomunicare chi fumava nel portico o all’interno di una chiesa, sia se era tabacco da masticare, da fumare la pipa o in forma di polvere. Aveva condannato formalmente il nepotismo, e non aveva voluto nominare uno dei suoi parenti nella sua curia o presso il Consiglio Generale di Hauts-de-Seine. In questo contesto aveva anche esiliato i suoi genitori di Roma ai quali aveva vietato di chiamarlo “Eccellenza” come era stato fatto in precedenza. In breve, il suo pontificato era stato un forte debutto tanto che la cerimonia di intronizzazione del Papa non era ancora stata celebrata. Pochi giorni dopo la sua elezione, il nuovo Pontefice era ammalato gravemente ed era stato costretto a restare a letto con una febbre da cavallo dovuta dalla malaria. L’incanto era sfumato, i fedeli pregavano per il suo recupero. Erano state ordinate Preghiere di 40 ore, come anche processioni interminabili che attraversano le strade intorno a San Pietro, ma il Papa intanto aveva ricevuto il Santissimo Sacramento.
Ultimo desiderio … pio
La condizione del Papa virtuoso peggiorava. Un giorno, aveva espresso il desiderio di andare al Quirinale, dove l’aria è più pulita e più sana, ma gli avevano ricordato con fermezza che non era usuale per un Papa essere visto in città prima della sua incoronazione. In quel caso non aveva avuto la forza di insistere, ed era rimasto in Vaticano fino alla sera del 26, la febbre era aumentata di dieci volte, lo avevano confessato, e aveva ricevuto la comunione e l’estrema unzione. Moriva il 27 settembre. Buono fino all’ultimo respiro, aveva lasciato in eredità la sua fortuna personale per l’Arci confraternita della Annunziata, come dote delle ragazze povere. Il Papa benefattore veniva sepolto nella Basilica Vaticana, Gregorio XIV diventava il suo successore. I resti di Urbano VII saranno trasferiti dopo 16 anni nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dove un magnifico monumento è stato eretto in suo onore.link aiuo Official website:http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Burundi: rivelazioni shock sul traffico di giovani schiave del sesso

ImmagineNei giorni scorsi, il Presidente della fondazione di origine canadese, per la giustizia e l’equità, ha rivelato una scioccante notizia per il Burundi sul traffico sessuale che colpisce le ragazze per lo più minorenni, su tutto il territorio del paese dell’Africa centrale, e su una scala che nessuno sospettava. Dopo sei mesi di tempo dedicati all’indagine la relazione rilasciata da Florence Boivin Roumestan supera di gran lunga ogni finzione. Nel documento parla di traffico sessuale di dimensioni senza precedenti in Burundi. Ragazze tra i 10 e i 16 anni vengono reclutate nei villaggi più poveri e remoti del paese, portate in città e successivamente introdotte nei bordelli di tutte le città e a Bujumbura sono collocate in tutti i distretti. “Cominciamo a percepire la grandezza! Esistono case chiuse ovunque!” ha esclamato Florence Boivin Roumestan, della ONG giustizia e equità .
Affamate e picchiate
L’altro obiettivo principale di queste reti mafiose, sono le giovani liceali che vengono attratte dai bagarini, i quali spesso sono compagni di classe, secondo il Presidente della Fondazione canadese per la giustizia e l’equità, ed è questo il motivo per cui tutte queste ragazze non hanno il coraggio di parlare: “Dobbiamo renderle docili, dobbiamo domarle. Le picchiamo, non gli diamo cibo, e in questo modo diventano del tutto obbedienti al trafficante”.
Una rete nota alla polizia
Queste rivelazioni hanno avuto l’effetto di un elettroshock sulla società burundese, che non conosceva, o che chiudeva un occhio. Ma Lunedì, 23 settembre, è il comandante della polizia del Burundi per i minori che ha confermato queste accuse. “Ciò che la signora ha dichiarato non è una menzogna. Ma questo non è una novità. Questo è un fenomeno che è esploso da un paio di anni”, ha precisato il colonnello Christine Sabiyumb, spiegando che “Sono ben organizzati”, in particolare con i gruppi di ragazze delle scuole superiori che sono in tutte le zone della capitale del Burundi.ImmagineOfficial website http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/


La Russia è pronta a monitorare i luoghi dove saranno distrutte le armi chimiche siriane

Sabrina Carbone
100kbLa Russia è pronta a partecipare al monitoraggio dei luoghi dove le armi chimiche saranno distrutte in Siria, ha dichiarato il Vice Ministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov. ”Quando il processo, destinato alla eliminazione delle armi chimiche, entrerà nella sua fase operativa, sarà necessario assicurare i luoghi dove saranno distrutte le armi. La Russia è pronta a partecipare al monitoraggio di questi luoghi”, ha assicurato il Vice Ministro russo degli Esteri in occasione della mostra ‘Armi russe Expo 2013′, sottolineando che il suo Paese ha il sostegno dei paesi della Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, (Russia, Bielorussia, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan), e non esclude la loro partecipazione nel monitoraggio dei siti. Ryabkov ha asserito che la distruzione delle armi chimiche sul territorio della Russia è impossibile. Dopo l’incontro di Ginevra, il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, e il suo omologo statunitense, John Kerry, hanno concordato che l’arsenale chimico della Siria passerà sotto il controllo internazionale, come anche la sua e distruzione che avverrà nella prima metà del 2014. La Siria, che è entrata immediatamente nella convenzione sulle armi chimiche, ha dimostrato la sua volontà a voler collaborare, e ha presentato i primi dati sulle scorte delle armi chimiche. La settimana scorsa, il Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, aveva precisato che le truppe russe potranno partecipare al trasferimento e alla distruzione dell’arsenale chimico della Siria.


Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: La guerra ha rovinato i sogni dei bambini che anelano alla pace

530380_4674737277999_216861150_nMentre tutti gli occhi sono concentrati sul combattimento militare in Siria, la dimensione umana del conflitto resta nascosta. Un giornalista di RT, Mauricio Ampuero, narra la vita di una generazione alla quale è stata negata il diritto all’infanzia. I bambini, che sono i più vulnerabili di questa guerra, sentono sulla propria pelle la paura per la propria vita e quella delle loro famiglie, invece di ricevere sicurezza e una buona educazione. Il conflitto in Siria ha lasciato circa due milioni di bambini senza possibilità di andare a scuola, oltre 2.500 scuole sono state distrutte dai bombardamenti e solo 300 sono state ricostruite. Ma la guerra non solo ha distrutto migliaia di scuole, ha colpito anche la vita di molti di questi piccoli che hanno visto le loro case distrutte o hanno dovuto abbandonarle e addirittura hanno dovuto piangere la morte dei loro genitori. Dal quando il conflitto è iniziato più di un centinaio di bambini sono morti mentre andavano a scuola o i loro servizi sono stati attaccati. “Provo un grande dolore e continuo a vivere nella paura che qualcosa di brutto accadrà. Quello che mi manca è giocare con lui, eravamo sempre insieme, c’era un ambiente molto amichevole. Aveva i capelli neri e gli occhi dello stesso colore gli volevo molto bene. Spero che Dio protegga tutti”, dichiara Walaa Salam, sorella di un bambino assassinato. Quel giorno, Walaa era uscita di casa per andare a scuola. Come adesso, ma questa volta la accompagna una sua amica. Preferisce non ricordare quando è rimasta ferita, ma che è comunque una parte della sua vita. La storia di Walaa continua a ripetersi ancora. E nonostante questo ancora cercano di andare a scuola, cercano di vivere la loro infanzia. “Eravamo a casa avevamo fatto la prima colazione e stavamo andando a scuola. Una munizione di mortaio lo ha colpito e lui è caduto a terra. Io invece sono rimasta ferita. C’erano stati molti feriti. Sono andata in ospedale, ma ero angosciata dalla morte di mio fratello”, ha continuato Walaa. “Gli scontri intorno alla nostra casa erano stati molto forti. Ciò che mi spaventava di più era il rumore. “Ho nostalgia di giocare a calcio con i miei amici del quartiere”, racconta a RT, Alsamman Jawad, un rifugiato. La sua famiglia ha deciso di lasciare la loro dimora e di trasferirsi a Damasco. Ha preso solo l’essenziale. Ma Jawad ha conservato un pensiero, un segreto ben custodito che anche Walaa conserva in silenzio. Questa è la guerra dove i bambini affrontano la grande sfida di andare a scuola per combattere la minaccia di una generazione perduta, ma soprattutto per realizzare il desiderio che Walaa, Yawaar e molti altri piccoli mantengono in segreto: Fare la pace e riprendersi la Siria.Official website: http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Perché Israele ha inviato i suoi soldati per liberare il centro commerciale di Nairobi?

530380_4674737277999_216861150_nCome gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno aiutato le forze della sicurezza del Kenya durante l’assedio del centro commerciale Westgate, anche il Governo israeliano ha avuto i suoi interessi geopolitici in Kenya e in Somalia. Fin dall’arrivo della notizia della occupazione del centro commerciale di Nairobi da parte della milizia islamica Al Shabab della Somalia, un aereo militare israeliano era arrivato nella capitale del Kenya allo scopo di sostenere le forze presenti americane e britanniche e liberare insieme ai soldati e ai poliziotti keniani molti ostaggi. Al Shabab – Al Qaeda in Somalia, aveva avvertito di voler commettere attacchi nel vicino Kenya a causa dell’aiuto militare fornito da questo paese nella lotta per il caotico Corno d’Africa, che è immerso in una guerra civile dal 1991.
Interessi geopolitici
Il Kenya e Tel Aviv hanno rafforzato i loro legami militari nel 2002, dopo che una bomba di Al Qaeda era esplosa nei pressi dell’Hotel Paradise di Mombasa, uccidendo 13 keniani e tre israeliani. Quello stesso giorno, in una azione coordinata, 261 passeggeri a bordo di un aereo Arkia, società israeliana, hanno corso un grande rischio quando sono stati lanciati due missili che fortunatamente non hanno colpito la nave. Da allora, gli istruttori israeliani hanno iniziato a addestrare i soldati antiterrorismo del Kenya. Israele, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono vicini al Kenya, perché è un paese chiave nella lotta geopolitica contro il Sudan, che è alleato con l’Iran e la Cina, per combattere Al Shabab in Somalia.Official website AIUO: http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/

martedì 24 settembre 2013

Terrorismo: Puntato il dito sul pagamento dei riscatti

Sabrina Carbone
100kbL’Algeria ha duramente condannato l’attacco terroristico mirato contro i civili e avvenuto in un centro commerciale a Nairobi (Kenya), ha dichiarato il rappresentante del Governo algerino, Hamid Boukrif, in occasione della apertura dei lavori del secondo workshop sulla analisi delle informazioni operazionali, nel Centro africano dedicato agli studi e alle ricerche sul terrorismo. Il rappresentante del Governo algerino ha ribadito l’impegno del suo Paese a sostenere e a promuovere la formazione della lotta al terrorismo sia nella regione che nelle sub-regioni dell’Africa. Tuttavia per Boukrif Hamid “bisogna rallentare i negoziati sui riscatti richiesti dai gruppi terroristici”, e ha quindi ribadito la posizione dell’Algeria in relazione a questa domanda confermando che il suo paese ha sempre sostenuto che il riscatto è uno strumento tramite il quale i gruppi terroristici continuano a rafforzare e a consolidare la loro posizione. E ha continuato: “E’ ovvio, che con il riscatto possono comprare armi sofisticate, ed è con questi soldi che sono in grado di dimostrare la loro esistenza, e riservarsi uno spazio multimediale, dopo aver rapito gli occidentali”. E’ palese inoltre che l’Algeria ha sempre ritenuto che il reato “è tutto”. “Per l’Algeria il reato non è solo la commissione del fatto, ma una serie di attività terroristiche a monte e a valle”, ha spiegato. Bisogna anche sottolineare che quando sono in corso delle trattative per il pagamento del riscatto, questo implica che esistono persone e istituzioni che facilitano il contatto tra il sequestratore e chi paga, “una unione estremamente pericolosa”. L’Algeria considera anche che se l’apologia di un crimine è un reato, allora che dire delle persone o delle istituzioni che sono in contatto con i terroristi per trattare il rilascio degli ostaggi concedendo il denaro in cambio. Da parte sua, il direttore del centro Africano, (CAERT), Caetamo Francisco José Madeira, ha avvisato che le azioni con la coalizione internazionale nel Sahel sono state positive, e ha messo in evidenza i grandi progressi raggiunti, ma questo non significa che il terrorismo è stato completamente sradicato. “Purtroppo c’è una riorganizzazione dei gruppi terroristici, reclutano, ricostruiscono la loro rete logistica e se viene distrutta loro reagiscono”, ha ammonito. E per chiarire ciò che sta accadendo in Kenya “Questa è una sfida atta a migliorare la nostra organizzazione”, e ha aggiunto che oggi, tutti i paesi della regione hanno capito che la lotta contro il terrorismo è un processo complesso, ed è proprio da questa complessità che nasce la necessità di rafforzare la cooperazione, lo scambio di informazioni e di analizzare le informazioni. Il direttore di CAERT ha ammesso addirittura che i capi della sicurezza dei paesi del Sahel hanno un incontro ogni tre mesi per valutare la situazione e per scambiarsi le informazioni. “Ciò che è positivo è che lo scambio di informazioni è aperto”, ha continuato. Il Direttore del Centro africano degli studi e delle ricerche sul terrorismo ha anche riconosciuto che c’è una certa debolezza nella lotta contro il terrorismo in alcuni istituti. Non hanno la capacità di applicarsi, alcuni soffrono di incapacità finanziaria e logistica per monitorare le frontiere. Infine, dobbiamo ricordare la competenza della Polizia Federale Tedesca (BKA) che è stata fortemente sollecitata nel Sahel, e sono in corso delle trattative con gli esperti tedeschi in viaggio in Malì, in Niger e a Burkina Faso per formare tra i 30 e i 40 agenti a novembre. Sono delle formazioni mirate, che comprendono l’analisi delle informazioni. 


Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Forte calo del 30% dei morti per AIDS nel mondo

Ginevra – I decessi dovuti al virus dell’AIDS sono scesi in modo significativo del 30% rispetto al picco del 2005, grazie al miglioramento dell’accesso alle terapie antiretrovirali, indicano i dati delle Nazioni Unite.”Le nuove infezioni sono in calo del 33% rispetto al 2001 e del 52% sui bambini”, precisa il Programma delle Nazioni Unite contro l’AIDS (UNAIDS) nel suo nuovo rapporto del quale MAP ha avuto una copia Martedì, 24 settembre. Secondo la relazione di UNAIDS 35,3 milioni di persone erano affette dall’HIV nel 2012, durante il quale sono stati registrati 2,3 milioni di nuove infezioni, delle quali 260 000 riguardavano i bambini, e 1,6 milioni di morti. Alla fine del 2012, 9,7 milioni di persone hanno avuto accesso alla terapia antiretrovirale, con un incremento di quasi il 20% in un anno. Secondo l’organizzazione internazionale, l’obiettivo è quello di raggiungere 15 milioni di persone entro il 2015. In aggiunta è stato segnalato che “alcuni progressi” nella lotta contro la co-infezione dal virus dell’AIDS e le morti di tubercolosi in questi pazienti è sceso del 36% dopo il 2004. “Non solo siamo in grado di raggiungere il traguardo prefissato per il 2015, garantendo l’accesso alle terapie antiretrovirali a 15 milioni di persone, ma siamo in grado di andare oltre in modo da non tralasciare nessuno” ha spiegato il Direttore Esecutivo della UNAIDS, Michel Sidibé. L’informativa evidenzia i notevoli sforzi realizzati nel trattamento antiretrovirale per le donne in gravidanza allo scopo di prevenire il contagio ai propri figli prima della nascita. Con questi criteri, quasi 670.000 bambini sono stati salvati dal 2009 al 2012. L’intento è quello di ridurre del 90% nel 2015 le nuove infezioni nei bambini, “un obiettivo oramai possibile”, secondo l’UNAIDS. Nell’Africa sub-sahariana, la regione che conta il 90% delle infezioni con 3,3 milioni di casi riguardanti i giovani, il progresso è “particolarmente drammatico in molti Paesi”. I fondi raccolti a livello internazionale sono rimasti stabili dal 2008 a causa della crisi, ma i paesi hanno aumentato il loro budget. Nel 2012, hanno contribuito al 53% del totale delle spese stimate a 18,9 miliardi di dollari, sapendo che lo scopo fissato dalle Nazioni Unite è tra i 22 e i 24000000000 nel 2015. L’agenzia dell’ONU, ha rilevato anche che la discriminazione continua a ostacolare la lotta contro l’epidemia in alcuni paesi. “I progressi sono lenti per garantire l’accesso alla lotta contro l’AIDS per i soggetti più a rischio, come i tossicodipendenti”, conclude il rapporto. Official website  http://aiuoumanitariaopere.altervista.org/