mercoledì 2 ottobre 2013

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Amnesty International, i bambini soldato sono costretti a combattere, sono detenuti con gli adulti e sono torturati

530380_4674737277999_216861150_nIn Mali, i minori, alcuni di appena 13 anni, che sono impegnati e associati come bambini soldato ai gruppi armati sono attualmente detenuti con gli adulti dalle forze del Mali. Alcuni hanno dichiarato che hanno subito delle torture. Questo è ciò che ha rivelato Amnesty International al termine di una visita di quattro settimane nel paese. L’organizzazione ha incontrato nove bambini di età compresa tra i 13 e i 17 anni, detenuti con gli adulti nella Centrale Remand Prison Camp I dalla gendarmeria di Bamako, la capitale, perché sospettati di associazione a gruppi armati. Uno di loro, un pastore di 15 anni, è stato arrestato dalle forze del Ciad Intouké, nella regione settentrionale del Kidal, e poi consegnato alle forze francesi, e ha riferito che a lui non avevano chiesto l’età, e l’interrogatorio non aveva avuto luogo nella sua lingua madre, il Tamasheq (lingua dei Tuareg), prima di essere consegnato alla polizia di Bamako in Mali. Durante il volo, era stato bendato e gli avevano legato le mani e i piedi. Alcuni bambini invece hanno raccontato che sono stati torturati o maltrattati dalle forze del Mali.  ”Mi hanno appeso al soffitto per un quarto d’ora e minacciato di farmi l’elettrochoc. Hanno intimato di uccidermi”, ha segnalato uno di loro a Amnesty International. ”Secondo il diritto internazionale, i bambini devono essere tenuti separati dagli adulti. la Legge del Mali vieta di inserire i bambini detenuti tra gli adulti. Le Autorità di questo Paese sono responsabili di prevenire l’UNICEF quando fermano i fanciulli sospettati di associazione ai gruppi armati, in modo che le loro famiglie possano essere identificate e il loro caso venga trattato dagli esperti addetti alla tutela dei minori”, ha asserito Gaëtan Mootoo, ricercatore di Amnesty International in Mali. Questi bambini sono stati accusati di vari reati: Cospirazione, ribellione contro la sicurezza interna ed esterna dello Stato e atti di terrorismo. Altri bambini detenuti a causa dei loro presunti legami con i gruppi armati, sono stati consegnati alla UNICEF dalla maliana gendarmeria e dalle forze francesi. Alcuni hanno issato bandiera bianca o sono stati arrestati dalle forze armate francesi del Mali e del Ciad, in seguito alla operazione militare lanciata a gennaio di quest’anno per riprendere il nord del paese, e sono caduti nelle mani dei gruppi armati a aprile del 2012.  Altri minori non sono ancora stati localizzati, e c’è il timore che sono ancora associati a gruppi armati o sono nascosti nelle loro comunità per paura di rappresaglie o di essere incarcerati. Dall’inizio del conflitto in Mali, a gennaio del 2012, le organizzazioni sui diritti dell’uomo come Amnesty International hanno condannato il reclutamento e l’impiego di bambini soldato da parte dei gruppi armati e dei vigilantes sostenuti dalle autorità di questo Paese. Amnesty International sollecita le autorità di questo Stato, integrate nella multidimensionale Missione delle Nazioni Unite per la stabilità in Mali (MINUSMA) e altri organismi delle Nazioni Unite a cercare di stabilire dei contatti con le comunità locali per aiutare i bambini uniti ai gruppi armati che attualmente sono in clandestinità. Anche in questi organismi bisogna migliorare lo sviluppo dei programmi di riabilitazione e di reinserimento degli ex bambini soldato. La organizzazione ha anche chiesto la liberazione di tutti i bambini detenuti dai gruppi armati quali: Il Movimento per la unicità e la jihad in Africa occidentale (MUJAO), il Movimento Nazionale per la Liberazione della Azawad (MNLA un movimento Tuareg) e Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), come anche le milizie di autodifesa supportati dalle autorità del Mali. Nel rapporto del 2012 del Segretario Generale delle Nazioni Unite, pubblicato questa settimana sulla situazione dei bambini nei conflitti armati, per la prima vengono esplicitamente nominate le parti del conflitto in Mali come i responsabili del reclutamento e dell’impiego dei bambini soldati e della violenza sessuale nei confronti dei minori. “I responsabili della MINUSMA devono assolutamente mettere all’ordine del giorno la questione dei bambini soldato e di altri bambini associati alle forze armate”, ha concluso Gaëtan Mootoo.link aiuo Official website:http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/