domenica 13 ottobre 2013

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Morire alle porte dell’Europa

530380_4674737277999_216861150_nE’ strana, questa paura paranoica della invasione, questo desiderio di “proteggersi” a tutti i costi da quegli esseri umani che ogni anno prendono il cammino dell’esilio verso i Paesi ricchi che loro immaginano come terre di speranza. Ma i ricchi hanno deciso che questa umanità è indesiderabile. Hanno rafforzato i loro confini, hanno creato barriere, hanno costruito muri sempre più alti. Una strategia di guerra reale implementata per contenere “l’invasore”. A effetto domino, altri grandi paesi come il Brasile, la Cina e la Russia hanno sviluppato la “santuarizazione interna” allo scopo di limitare la migrazione economica delle aree povere verso quelle ad alto sviluppo. Le barriere fisiche sono strumenti efficaci per criminalizzare l’immigrazione e rendere accettabile l’uso di espressioni inaccettabili come: “immigrato illegale”. Crediamo che violano la legge con questi nuovi ostacoli, giuridici o fisici, creando una nuova categoria di delinquenti: il migrante. Uno spregio del diritto internazionale e dei valori universali.
europemortsf271a-1d45f-2e40bLa mappa, compilata per la prima volta nel 2003 grazie al meticoloso lavoro di Olivier Clochard del laboratorio Migrinter a Poitiers, viene aggiornata regolarmente e questo documento purtroppo ogni volta che vengono aggiunti punti neri, crescono in parallelo i cerchi rossi. Dal 1° gennaio 1993, Gerry Johnson, un cittadino della Liberia – un paese devastato da una sanguinosa guerra civile – viene trovato soffocato in un carro merci a Feldkirch, in Austria. Il 3 ottobre 2013, una barca affonda vicino a Lampedusa con 500 migranti a bordo, per lo più provenienti dall’Africa orientale. Tra queste due date, e questi due luoghi, vengono aggiunti quasi 17.300 migranti – in base alle stime un minimo di spargimento di sangue è stato ignorato – hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa, una terra di libertà e di diritti umani. Muoiono anche quando sono rimpatriati, come è successo a Marcus Omofuma cittadino nigeriano ucciso il 1° maggio del 1999 da tre sadici poliziotti austriaci mentre era a bordo di un aereo Balcan Air a causa di un rimpatrio forzato. In Occidente i compagni ben graditi, dalle tasche profonde, e a Est, gli indesiderati, i mendicanti, i piccoli popoli del mondo troppo povero per noi per “meritarli”. Una simmetria quasi perfetta: esistono isolotti di povertà a ovest e le isole ricche a Oriente.
Manicheo?
Difficile da dirsi. La geografia politica europea dei visti mostra con una certa crudeltà una visione del mondo europeo, poco generosa. A riguardo la domanda è d’obbligo: E’ logico che l’Unione europea chieda ai cittadini del Kosovo, lo Stato più povero di tutta l’Europa, un visto troppo caro per entrare nello spazio di Schengen? Esistono molti modi per dividere il mondo, in zone, e in regioni. Indipendentemente che sia sul principio delle nazioni, sul raggruppamento delle nazioni, sugli indicatori socio-economici, che su quelli politici, ricordano il cinismo che a noi non piace vedere su noi stessi: Il nostro egoismo, la nostra violenza. Fingiamo di aiutare lo sviluppo, e esportiamo i poveri come modelli inapplicabili.
E noi imponiamo loro dei visti inaccessibili.
Eppure i poveri dell’Africa, per esempio, offrono anche cultura, musica e teatro. I diplomatici, i professori, gli studenti, i lavoratori, gli scrittori, e tante altre persone che l’Europa rimpatria a volte come salsicce su un aereo, quando non sono riusciti a ottenere un visto o un permesso di soggiorno. Questo progetto è in gran parte basato sul meticoloso lavoro delle ONG dei Paesi Bassi, senza il quale questa macelleria rimane in gran parte ignorata.link aiuo Official Web site: AIUO http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/
Source: monde-diplomatique.fr