giovedì 3 ottobre 2013

Sua Eccellenza, Dr. Acc. Colombo Marco Lombardo: Tragedia a Lampedusa

530380_4674737277999_216861150_nCaronte trasportava oltre il fiume Acheronte le anime dei morti, le Valchirie a servizio del Dio Odino trasportavano i morti nel Walhalla, gli scafisti, speculano sulle persone e le traghettano sull’Isola delle false speranze: Lampedusa. E’ successo ancora e speriamo che la vicenda non continui ad essere recidiva, anche se nulla ostacola gli scafisti a fare man bassa dei soldi che gli ‘speranzosi’ mettono da parte perchè sognano un futuro migliore. Le testate dei giornali echeggiano questo ennesimo dramma accaduto giovedì, 3 ottobre, al largo di Lampedusa. Una nave trasportava tra i 450 e i 500 immigrati i quali erano per lo più somali e eritrei, racconta Rfi. Almeno 133 sono i morti ma il bilancio delle vittime continua a salire. Donne, bambini di tenera età rientrano tra le vittime. 151 persone invece sono state fino ad ora salvate, ma oltre 200 sono ancora disperse. L’Italia ha già annunciato un lutto nazionale. Antonio Guterres, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha elogiato la “rapida azione della Guardia Costiera italiana per salvare vite umane”, e ha asserito “Questo fenomeno dei boat people che fuggono dai conflitti o dalle persecuzioni e muoiono in mare continua a amplificarsi provo un grande sgomento”. Non è possibile che avvenga ancora tutto questo soprattutto per i bambini, e per le donne in stato di attesa che sono pressati tra l’ondata di persone che cercano un bagliore di salvezza e le onde del mare che li trasportati lontano. L’igiene è completamente assente, come anche il cibo e le risorse idriche, quale speranza può dare uno scenario così povero di qualsiasi mezzo e di qualsiasi gesto umano? Un uomo di origine tunisina è stato arrestato perchè è stato identificato da uno dei sopravvissuti come uno degli scafisti. L’imbarcazione era lunga 15 metri ed era partita dalle coste libanesi con circa 500 persone a bordo. Ha iniziato ad avere delle averie, e i migranti non sono riusciti a mettersi in contatto tramite cellulare con la guardia costiera italiana. A causa di tutto ciò hanno acceso un fuoco per lanciare un SOS provocando di conseguenza un incendio e il battello si è infine capovolto. Queste tragedie non devono accadere. All’inizio di questa settimana 13 migranti soprattutto di origine eritrea sono morti per annegamento mentre cercavano di raggiungere le coste a nuoto nei pressi di Ragusa. Non è chiaro se questi migranti sono stati gettati in mare, dagli scafisti di un barcone con 200 persone.link aiuoOfficial website:http://ftp.aiuoumanitariaopere.altervista.org/