ECONOMIA

Nonostante un aumento delle esportazioni, nel 2013 anche i Paesi Bassi in recessione


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Il dibattito sulla finalità e l’efficacia dei piani austeri, infine, ha colpito anche l’Olanda. Considerata tra i migliori studenti della zona euro, il regno ha conosciuto una recessione prolungata e il suo Governo è alla ricerca di 6 miliardi di euro, per tentare di ridurre il deficit pubblico rientrando nella norma europea. Lo Stato olandese ha così risparmiato 45 miliardi di euro negli ultimi anni, che, secondo diversi economisti, ha ridotto in modo permanente la speranza di una ripresa rapida che grava pesantemente sulla domanda interna, che dovrà essere ridotta del 2,25% di quest’anno e dello 0,75% nel 2014. Sabato 17 Agosto, l’agenzia di rating Moody’s ha pubblicato un rapporto, il quale indica che questa debolezza del consumo e la mancanza di fiducia dei risparmiatori provoca un notevole handicap allo sviluppo, e alcune prospettive sono abbastanza desolanti per la quinta economia dell’UE, la quale ha conosciuto la sua terza recessione alla fine del 2008 e l’ultima, che ha avuto inizio nel terzo trimestre del 2012, e che non deve essere portata a termine entro la fine del 2013. In base alle recenti analisi del Central Planning Bureau (CPB) olandese emerge un rallentamento dell’economia del 1,25% nel 2013 e un leggero rialzo (+0,75%) nel 2014 – Moody’s invece prevede un +0,6% .

Banca Marocco: BMCE raccoglie 500 milioni dollari


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Sabrina Carbone
BMCE Bank lancerà il suo primo prestito obbligazionario sui mercati internazionali dei capitali, pari a $ 500 milioni. La banca vuole finanziare tale sviluppo, sia in Marocco che a livello internazionale. Una settimana dopo l’annuncio da parte della Attijariwafa Bank, la prima banca marocchina la cui intenzione è quella di raccogliere 500 milioni di dollari, è la volta del suo connazionale BMCE che ha lanciato un appello ai mercati. La banca intende emettere un prestito in cambio di 500 milioni di dollari, una decisione presa in occasione della Assemblea generale annuale degli azionisti della Banca, tenuta straordinariamente Martedì, 4 giugno 2013, sotto la presidenza di Othman Benjelloun. Questo tasso fisso delle obbligazioni ha un termiìne di scadenza di 5 anni, e sarà quotata sulla Borsa di Lussemburgo. La BMCE Banca è assistita da tre banche internazionali, Barclays, BNP Paribas e Citibank.
Finanziamento dello sviluppo
L’obiettivo di questo programma – presentato in un comunicato come la prima internazionale di una banca marocchina per dieci anni – non è solo quello di diversificare le risorse e migliorare la liquidità, ma anche di finanziare il suo sviluppo futuro, sia in Marocco che all’estero.
Fondi propri
Il nuovo finanziamento viene presentato nel momento in cui il gruppo ha effettuato due operazioni di salvataggio successive alla fine del 2012. La prima ha preso la forma di un aumento del capitale di 1,5 miliardi di dirham, riservato agli azionisti della banca, mentre la seconda consiste in un prestito obbligazionario di 1 miliardo di dirham (€ 895.000.000) oltre al mercato locale. Alla fine del 2012, l’agenzia di rating Moody ha declassato la banca, controllata da Othman Benjelloun, soprattutto a causa del suo livello dei fondi propri, considerati deboli tenuto conto dei rischi ai quali è esposta la banca.

Risorse naturali, la chiave per la trasformazione economica dell’Africa


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Sabrina Carbone
Marrakech – L’agricoltura, l’estrazione mineraria e l’energia dell’Africa sono la chiave per accelerare la crescita economica, inoltre, secondo l’African Economic Outlook (AEO), il loro uso efficiente e equo può essere la soluzione per coniugare la crescita economica e lo sviluppo umano. Questo rapporto viene pubblicato annualmente dalla Banca africana dello sviluppo (AfDB), dal Centro dello sviluppo dell’OCSE, dalla Commissione economica per l’Africa (ECA) e dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Le prospettive economiche del continente per il 2013 e il 2014 sono promettenti: Confermano la sua resistenza agli shock interni ed esterni, e il suo ruolo come centro di crescita in una economia globale stagnante. Nel 2013, l’economia africana crescerà dal 4,8%  al 5,3% nel 2014, in media. Tuttavia, la relazione rileva che questa crescita non è sufficiente per ridurre la povertà, la disoccupazione, e le disparità di reddito, in alcuni paesi, se i livelli di deterioramento della salute e dell’istruzione non avanzano nessun progresso. “E’ il momento di accelerare il ritmo della trasformazione economica per le economie africane in modo che diventino più competitive e offrono posti di lavoro più remunerativi”, scrivono gli autori del rapporto, “Tutto ciò è essenziale per la diversificazione delle fonti della attività economica”. Secondo il rapporto, è  meglio sfruttare le ricchezze della loro terra in modo che i paesi del continente possono distribuire i benefici della loro sostenuta crescita a tutta la popolazione. “La crescita non è sufficiente”, ha dichiarato Mario Pezzini, Direttore del Centro dello sviluppo dell’OCSE. “Bisogna nei paesi africani creare le condizioni favorevoli per fornire nuovi posti di lavoro partendo dalle risorse naturali, massimizzando i ricavi generati da queste fiscalità intelligenti, e incoraggiando gli investitori stranieri e gli operatori locali a sviluppare i legami economici tra di loro”. Per raggiungere questi obiettivi, gli autori identificano quattro priorità. In primo luogo, soddisfare le condizioni di base per la trasformazione economica: Le infrastrutture, l’istruzione, e mercati più grandi e più aperti. “L’accesso ai mercati è fondamentale per attuare un processo di trasformazione strutturale basato sulle risorse naturali di integrazione regionale e garantire un migliore accesso ai mercati dando l’opportunità ai partner di poter cambiare le cose”, ha osservato Emmanuel Nnadozie, Direttore della Divisione politica macroeconomica della Corte dei Conti. In secondo luogo, emerge la necessità di ottimizzare l’uso delle risorse naturali, compresa l’agricoltura – attraverso una migliore gestione dei terreni, dei sistemi fiscali equilibrati, efficienti, e concreti per accelerare e diversificare le fonti degli incentivi di crescita. Oltre a ciò c’è urgenza di migliorare l’offerta di trasporto, i fertilizzanti o i semi resistenti per aumentare la produttività agricola, l’Africa possiede il 24% dei terreni agricoli globale, ma solo il 9% è destinato alla produzione. In terzo luogo, i Governi e gli investitori devono garantire che i ricavi provenienti dalle risorse naturali e dalle industrie estrattive siano a beneficio di tutta la società. Per esempio, il reddito può essere investito nella formazione della forza lavoro, in modo che venga trovata l’occupazione in nuove attività a maggior valore aggiunto. Infine, il rapporto suggerisce che i Governi possono promuovere attivamente il cambiamento e la diversificazione, ad esempio con lo sviluppo di una fornitura costante di energia, i trasporti e la comunicazione a livello territoriale. Questi includono una spesa nel bilancio prevedibile e trasparente. “E’ arrivato il momento”, ha sottolineato Mthuli Ncube, capo economista e Vice-Presidente della Banca africana dello sviluppo (AfDB), “Dopo 10 anni di maggiore stabilità, che le politiche macroeconomiche sane e l’espansione del commercio in crescita forniscano ai Governi africani i margini per una manovra senza precedenti allo scopo di definire i propri percorsi di sviluppo, e attuare le politiche di trasformazione economica”. Trasformazione economica, significa creare opportunità di lavoro e di business, ma anche investire nella sicurezza sanitaria, nell’istruzione e nel cibo. Perché a loro volta, migliorano la qualità della vita di tutti i soggetti, compresi i più vulnerabili, e accelerano il ritmo di trasformazione economica, e creano un circolo virtuoso di crescita e di sviluppo. “Oltre ai benefici diretti alla popolazione, lo sviluppo umano è un fattore chiave nella trasformazione strutturale: accelera il ritmo della innovazione e favorisce l’assorbimento di nuove tecnologie”, ha dichiarato Pedro Conceição, capo economista dell’Ufficio Regionale UNDP Africa. “Ma per arrivarci, c’è ancora molto da fare per migliorare la qualità e l’accesso ai sistemi di istruzione e di salute, per trasformare l’agricoltura e creare nuovi posti di lavoro con l’intento di ridurre le disuguaglianze di reddito”.

Crescita Top 10 le previsioni di crescita per i paesi africani


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Sabrina Carbone
L’edizione 2013 del rapporto annuale dell’African Economic Outlook (AEO) lavora per sviluppare le previsioni di crescita per il continente. La Costa d’Avorio è in quarta posizione, seguita da vicino dal DR Congo (5°). E’ in Africa occidentale che sarà consolidata la crescita più rapida nel periodo 2013-2014 predice la relazione annuale sulle prospettive economiche africane (African Economic Outlook), rilasciata congiuntamente il 27 maggio dalla Banca africana dello sviluppo ( AfDB), dal Centro dello sviluppo dell’OCSE, dalla Commissione economica per l’Africa (ECA) e dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Con un tasso di crescita previsto tra il 6,7 ​​e il 7,4% nel periodo 2013-2014, l’Africa occidentale sembra essere la regione più dinamica del continente. La crescita è basata principalmente sul settore minerario e del petrolio, ma anche su quello agricolo e sui servizi, come anche sulla forte richiesta, trainata dai consumi e dagli investimenti. Per il Ghana e la Costa d’Avorio i tassi sono tra l’8 e il 9%, ma nella maggior parte dei paesi della regione, la crescita dovrà riprendere nel 2013-14, oltre il 5%. Questi risultati non sono riferiti al Benin, al Capo Verde e alla Guinea-Bissau. La maggior parte dei paesi dell’Africa orientale, come l’Etiopia, l’Uganda, il Ruanda e la Tanzania, sono su un sentiero di crescita sostenuta, tra il 5 e il 7% per lo stesso periodo.
Petrolio, il pilastro della crescita
Con la ripresa della produzione e delle esportazioni di petrolio, il PIL della Libia ha avuto un rimbalzo del 96% nel 2012. Conseguenza: il tasso di crescita nel Nord Africa ha raggiunto il 9,5% nel 2011, dopo anni di stagnazione. In Africa centrale, il PIL continuerà il suo slancio per arrivare al 5,7% nel 2013 e al 5,4% nel 2014. Tale risultato è dovuto ai tassi di crescita più elevati rispetto alla media nella Repubblica Democratica del Congo e nel Ciad. Nel RDC, questo dinamismo è dovuto al settore minerario, alla agricoltura e all’edilizia. Tuttavia, per raggiungere una crescita sostenibile, il paese dovrà migliorare la sua stabilità politica e la sicurezza nel territorio orientale, dove la situazione è profondamente perturbata dalle attività economiche. In Ciad, la produzione di petrolio e l’agricoltura sono i due motori della crescita.
La recessione nella zona euro
Nell’Africa australe, le previsioni indicano un incremento di circa il 4% nel 2013 prima di accelerare al 4,6% nel 2014. I motori della regione sono l’Angola, il Botswana, il Mozambico e lo Zambia. La performance del Sud Africa nel 2012 è stata colpita da importanti scioperi nel settore minerario e dalla recessione nella zona euro. Ma con la ripresa della domanda globale e le politiche macroeconomiche di sostegno, l’economia sudafricana dovrà avanzare un recupero nel 2013 e nel 2014, secondo il rapporto.

Evasione fiscale Tassazione e trasparenza: un programma del G-8


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Sabrina Carbone
Paul Collier, professeur d’économie et de politiques publiques à l’Université d’Oxford. DRPaul Collier è professore di Economia e delle Politiche Pubbliche alla Blavatnik School of Government presso l’Università di Oxford. Ha collaborato ai preparativi per il G-8, insieme al Governo britannico. Negli ultimi anni, avvocati e commercialisti hanno creato reti di imprese cassetto di una tale opacità che l’evasione fiscale e la corruzione sono aumentati in proporzioni allarmanti. Attività finanziarie private ​​domiciliate in paradisi fiscali sono aumentate fino a raggiungere circa 21.000 miliardi di dollari, di cui 9.000 miliardi provengono dai paesi in via di sviluppo. Alcune giurisdizioni microscopiche, come le Isole Cayman, sono diventate in tutta legalità e per molte aziende il domicilio di miliardi di dollari, in quanto offrono vantaggi incomparabili come il segreto e una fiscalità inesistente. Tali competenze sono ormai dominanti in alcuni settori: è il caso della marina mercantile, la metà della flotta mondiale, è ora in fase di registrazione. L’opacità delle strutture aziendali può avere enormi benefici finanziari, ma notiamo chiaramente che non rientra nell’interesse del mondo intero. E’ stata sviluppata perché non limita gli interventi su scala nazionale, e può essere affrontata solo attraverso la cooperazione politica ad alto livello tra le più grandi economie del mondo. Il recinto che si presta meglio non è altro che il G-8. L’evasione fiscale prospera sfruttando più di 700 di giurisdizioni fiscali indipendenti, dove le strutture delle società di controllo possono prendere la residenza. La competizione tra i giudici ha portato alla nascita di paradisi fiscali. Quando questo sistema è combinato con quello dei trattati fiscali bilaterali destinati, in origine, a evitare la doppia imposizione, abbiamo di fronte ciò che Pascal Saint-Amans, direttore degli affari fiscali dell’OCSE, non  a caso ha chiamato la “doppia non imposizione”.  La forma più semplice che può prendere l’evasione fiscale non è altro che il prezzo dei trasferimenti interni all’interno dello stesso gruppo, questa tecnica permette a una filiale situata in un paese pesantemente tassato di vendere la sua produzione a un prezzo inferiore rispetto al valore reale di un’altra filiale, e, in un paese meno imposto. Il G-8 limita questa pratica, osservando da vicino il prezzo di trasferimento utilizzato per il commercio all’interno dello stesso gruppo, ma il problema rimane in Africa, dal momento che le autorità fiscali non hanno i mezzi desiderati. Per esempio, in Zambia, a causa di una scarsa presenza di ragionieri ben addestrati, tutti lavorano per le compagnie minerarie e quando ho parlato con le autorità hanno spiegato che proprio questa carenza di commercialisti porta a pagare i produttori di rame così poco la manodopera mentre i prezzi dei metalli a livello mondiale arrivano alle stelle, i funzionari sono rammaricati che non esistono abbastanza ragionieri ben addestrati nel paese e tutti lavorano per le compagnie minerarie. Il G-8 può fare molto per aiutare l’Africa ad affrontare questo tipo di abuso da parte delle aziende, osservando da vicino i prezzi interni di trasferimento che possono limitare la regolazione artificiale. Se l’Africa soffre, è perché le giurisdizioni sono troppo piccole per acquisire realisticamente tutte le risorse necessarie. La soluzione è quella di fornire una guida ai paesi in materia di prezzi di trasferimento all’interno dei gruppi. L’OCSE ha proposto di creare un database di questo tipo, e il G-8 può dargli una spinta politica. Le aziende internazionali che operano in Africa sono obbligate ad utilizzare i prezzi indicativi, o a notificare e a giustificare qualsiasi deviazione da loro. Nel G-8, il problema dei prezzi di trasferimento interno è più difficile da affrontare. La tecnica oggi utilizzata per l’evasione fiscale passa attraverso la distorsione e non più dai prezzi di trasferimento, ma dalle attività di domicilio. Le attività relative alla proprietà intellettuale ad alto valore aggiunto sono, nel modo più lecito, domiciliati in paradisi fiscali dove non sono stati prodotti. Le società controllate in giurisdizioni a tassazione elevata acquisiscono i diritti di tali attività, trasferendo in tal modo i profitti. Affrontare questo tipo di outsourcing non è facile perché non esiste una soluzione tecnica perfetta. Una possibilità è quella di chiedere alle aziende di creare uno stato di distribuzione dei profitti in tutto il mondo. La trasparenza può scoraggiare l’evasione fiscale, perché può essere la causa di costi significativi per la reputazione. In Gran Bretagna, l’ordine dei commercialisti suggerisce che le imprese adottino uno standard che è disposto a difendere pubblicamente il loro dispositivo di delocalizzazione. Se la trasparenza non è sufficiente, può essere completata dalle norme stabilite a livello internazionale e consentire al fisco di tenere maggiormente conto del labirinto delle persone giuridiche istituito dalla società. L’opacità strutturale non solo facilita l’evasione fiscale , ma è anche un grande veicolo per la corruzione. In Africa, come in altre parti del mondo colpite dalla povertà, la corruzione rappresenta un enorme ostacolo al buon Governo. Non è senza ragione che i leader africani sottolineano che bisogna essere in due per brindare: la società estera che offre il vaso di vino, e l’ufficiale che accetta. La corruzione è consentita ovunque, ma in Africa i leader politici e i funzionari onesti affrontano difficoltà insormontabili nel far rispettare la legge, perché è difficile dimostrare la corruzione mentre gli utili ivi sono facili da nascondere. Non è senza una ragione che i leader africani sottolineano che bisogna essere in due per brindare: la società estera che offre il vaso di vino, e l’ufficiale che accetta. Ma se hanno ragione in teoria, gli africani che dicono che bisogna essere in due per brindare sbagliano nella pratica. Perché bisogna essere in tre per corrompere: il corruttore, il corrotto e l’intermediario. Il denaro della corruzione viene riciclato dalle compagnie di pura facciata e dai conti bancari che non lasciano traccia. La consulenza legale e i banchieri che facilitano queste operazioni non sono stabiliti a Lagos o a Bangui ma è a Londra e a Berlino che si trovano. I Governi africani sono impotenti di fronte al riciclaggio del denaro, ma il G-8 è in linea di principio nella posizione ideale per sferrare un colpo fatale. Queste società fittizie, conosciute come le “società di comodo” sono il canale principale attraverso il quale il denaro delle tangenti passa. In uno studio su 150 casi di corruzione su vasta scala, la Banca Mondiale ha osservato che le società di comodo svolgono un ruolo importante nel 70% dei casi. Queste società nascondono l’identità dei beneficiari effettivi, ma li sviluppano con una facilità sorprendente. In un recente studio sperimentale, del Griffith University, in Australia, sono state inviate 7.000 e-mail agli studi legali di tutto il mondo per chiedere la costituzione di una società di comodo. Alcuni di questi messaggi contenevano elementi di informazioni incriminanti che dimostravano la corruzione e veniva offerto un pagamento per garantire la segretezza. La risposta a queste e-mail è stata positiva in una percentuale del 40% e un pò di più dagli studi legali che avevano ricevuto l’offerta compromettente. I paesi del G-8 figurano a un buon posto nella classifica mondiale di appropriazione lecita dei fondi. La mancanza di tracciabilità dei proprietari effettivi delle società è una delle preoccupazioni del Gruppo di azione finanziario internazionale (GAFI). Il GAFI è un gruppo tecnicamente orientato che è in grado di mettere su una lista nera qualsiasi sistema finanziario che non è conforme agli standard adeguati di trasparenza. Attualmente è principalmente preferita la lotta contro le reti terroristiche finanziarie. Se il GAFI ha le competenze per impostare le regole e le raccomandazioni, il rigore con cui vengono applicate dipende dalle autorità di ogni paese. A parte la questione dell’attuale finanziamento del terrorismo, al GAFI è mancato un sostegno politico concertato e di alto livello per rendere il suo lavoro sufficientemente efficace. Il buon rispetto delle sue procedure contro il riciclaggio di denaro ha avuto la tendenza a degenerare in un sistema in cui è sufficiente controllare le caselle. Se la proprietà definitiva delle imprese deve essere dichiarata pubblicamente e registrata, è necessario un nuovo approccio. Cioè combinare una responsabilità rigorosa per la notifica di ulteriori sforzi nel campo delle indagini, sanzioni più pesanti, e lo scambio automatico delle informazioni. Se il saccheggio che ha segnato la storia dell’Africa veniva ripetuto, era una tragedia di portata spaventosa. Le strutture societarie opache non sono un caso, ma piuttosto il risultato opposto del cervello collettivo di alcune delle menti più brillanti del pianeta. Queste sono le persone alle quali la vergogna deve fare abbassare la testa. Nelle economie avanzate, le loro attività hanno portato a minare la base imponibile. Ma peggio ancora, hanno anche avuto l’effetto di negare le entrate fiscali alle popolazioni più povere, facilitando i saccheggi su larga scala dei fondi pubblici. Il forte aumento dei prezzi delle materie prime che caratterizza il decennio in corso offre all’Africa una occasione decisiva: se il saccheggio che ha segnato la sua storia viene ripetuto, ciò segna una tragedia di portata spaventosa. E’ attraverso le competenze professionali di eccezione che gli avvocati e i commercialisti per facilitare il perpetuarsi di questi mali, sfruttando i sistemi non aggiornati sono stati in grado di rispettare alla lettera la legge, ma non la sua mente. Questo è sufficiente per rilasciare l’avidità del peso delle esigenze che sono quelle della coscienza. Ecco perché abbiamo bisogno di un impulso al Summit del G-8. Anche se dopo ciò, saranno ancora necessari ai funzionari del fisco degli anni per dissipare l’opacità della struttura aziendale, solo un impulso politico metterà in moto il processo.

Aumento del 25 % delle coltivazioni di riso in Vietnam a causa dell’uso di fertilizzanti compattati

Sabrina Carbone
incremento-cosechas-25-por-ciento-vietnamNelle zone rurali del Vietnam, le coltivazioni di riso sono la base della vita, e questo è uno dei fattori più importanti per la loro economia. Tuttavia l’uso eccessivo dei fertilizzanti ha portato a produzioni non abbondanti e ha anche causato un elevato livello di inquinamento. A causa di tutto ciò, questi piccoli agricoltori con basso reddito, non sono riusciti ad uscire dallo stato di povertà. Codespa, hanno concluso, che in queste zone rurali, un progetto di sviluppo di una tecnologia innovatrice di fertilizzazione per aumentare la produzione del riso, migliora le condizioni di vita dei piccoli agricoltori. Per questo motivo, promuovono l’uso dei fertilizzanti compatti FDP, che oltre ad avere successo aumentano la produzione generando un minor impatto ambientale e riducendo fino all’80% la contaminazione idrologica e atmosferica provocata. Alla fine del 2012, 103.000 famiglie nelle province di Yen Bai, Than Hoa e Tuyen Quang, già impiegavano questo tipo di fertilizzante, e sono riuscite ad ottenere un aumento del 25% delle coltivazioni di riso. Di conseguenza, sono riusciti a incrementare i loro benefici del 30% e hanno visto ridotti fino al 15% i costi abituali come viene supposto per la coltivazione del riso e la quantità di sementi da utilizzare o il tempo dedicato a lavorare la terra. Parallelamente, per facilitare e promuovere l’uso di questo tipo di fertilizzanti, hanno appoggiato le implementazioni di imprese dedite a produrre questo prodotto e a distribuirlo tra i piccoli agricoltori a un costo molto agevolato. Allo stesso tempo, queste aziende hanno promosso e attuato le tecniche in uso del FDP.

Panico a Cipro, i cittadini temono una chiusura definitiva delle Banche

Sabrina Carbone
A Nicosia venerdì, 22 marzo 2013, è esplosa una ondata di panico presso i Ciprioti, che hanno temuto la chiusura definitiva delle banche. Mentre il Ministro delle Finanze è tornato da Mosca senza nessun accordo, gli attori politici hanno fatto una relazione al Parlamento, riunito in una sessione eccezionale, per mettersi d'accordo su un "Piano B". Nelle strade la pressione è palpabile. Un centinaio di manifestanti hanno aspettato a lungo in piedi davanti al Parlamento, nella mattinata di venerdì. Il rumore che la Laiki Bank può essere chiusa o, nell'eventualità, essere fusa, con la Banca di Cipro comunque persiste. 2.300 impiegati sono in gioco e 400.000 ciprioti hanno i conti aperti in questa Banca sul bordo del collasso. Da questa mattina, la Laiki Bank ha limitato il ritiro quotidiano a 260 euro. Lunghe file di attesa sono state formate davanti ai bancomat che sono stati assaliti maggiormente rispetto a giovedì. Secondo il Vice Presidente del sindacato degli impiegati di Banca, "Bisogna trovare un'altra soluzione. Se questo ente finanziario crolla, l'effetto domino sarà terribile per il paese", ha dichiarato circondato da una folla di manifestanti, che lo applaudivano.  The Bank of Cipro, che è la prima Banca di Cipro, afferma di essere favorevole al tasso sui depositi bancari superiori a 100.000 euro.
I Deputati stretti nella morsa tra la strada e la BCE
Il nervosismo è veramente palpabile e le Forze dell'ordine chiudono ogni giorno l'accesso al Parlamento. All'interno, i deputati sono stati stretti nella morsa non solo dalla pressione delle persone che sono scese in strada, ma anche dall'ultimatum lanciato dalla Banca Centrale Europea (BCE). La BCE è prevenuta e vuole fermare il rubinetto, le Banche non saranno dunque più alimentate dall'argento liquido. Sotto questa pressione terribile, i parlamentari hanno dovuto dunque votare, venerdì 22 marzo, un piano che permetterà, normalmente, di soddisfare la BCE e l'EUROGROUPE, senza pertanto attirare la collera dei Ciprioti. Questa è la difficoltà. Il portavoce del Governo ha anche rivelato che il voto di venerdì sera deciderà l'avvenire del paese. Sarà un voto cruciale.

Lanciata la nuova moneta con il Tempio ‘Inca Huaytara’

Sabrina Carbone
La Banca Centrale di Riserve monetarie del Perù, ha messo in circolazione mercoledì, 20 marzo, la nuova moneta di S/.1 che allude al Tempio Inca Huaytará, complesso archeologico ubicato a Huancavelica. Questa moneta, la ventesima della Serie Numismatica Ricchezza e Orgoglio del Perù, è stata messa in circolazione legalmente, e può essere usata in qualsiasi transazione economica e circolerà in forma simultanea con quelle attuali. Nella faccia superiore, nella parte centrale, è possibile distinguere il Tempio, Inca Huaytará, costruito nel secolo XV dopo Cristo dagli Inca Yupanqui (Pachacùtec) le cui mura costruite con blocchi pietra a concio, mostrano ornamenti trapezoidali con doppi o tripli stipiti. Durante la colonizzazione spagnola, il Tempio era stato trasformato in una chiesa in onore di San Giovanni Battista dove veniva celebrata la messa come accade tutt’oggi, utilizzando gli ornamenti originali del Tempio Inca. La parte anteriore delle monete della Serie Numismatica Ricchezza e Orgoglio del Perù alludono al Tumi d’Oro (Lambayeque), ai Sarcofaghi del Karajià (Amazzonia), la Stele Raimondi (Ancash), la Pietra Saywitw (Apurimac), e la Fortezza del Re Filippo (Callao), il Tempio del Sole, Vilcashuamàan (Ayacucho), e Kuntur Wasi (Cajamarca).Immagine


Le popolazioni autoctone devono essere partner e beneficiare dello sviluppo, indica BAD

Sabrina Carbone
La Banca Africana dello Sviluppo (BAD) ha onorato le popolazioni autoctone dell'Africa dedicando loro il giorno 11 e 12 febbraio a Tunisi un Forum dal tema "Le questioni di sviluppo delle popolazioni autoctone in Africa". Per due giorni, alcuni specialisti hanno discusso dello sviluppo che riguarda queste popolazioni. In pratica hanno proposto delle soluzioni pragmatiche alle loro preoccupazioni di riconoscimento, alla preservazione del loro ambiente naturale, e soprattutto alla loro inclusione nel processo globale dello sviluppo nelle loro rispettive regioni. Chi sono le popolazioni autoctone? Che cosa significa il concetto autoctono? Sono delle questioni che hanno strutturato i primi dibattiti. Questo approccio di definizione concettuale è stato uno degli ultimi punti di scoglio. "Noi siamo tutti autoctoni di qualche zona", ha scherzato Kahinda Otafire, il Ministro ugandese della Giustizia e degli Affari costituzionali, prima di indicare che la creazione e la distribuzione delle ricchezze costituiscono piuttosto la posta principale dello sviluppo delle comunità locali africane. Una posizione condivisa in parte dal Ministro delegato della Direzione dei lavori e degli Affari tradizionali dello Zambia, Berinda Kawandami, che ha reso omaggio alle 73 tribù e ai 237 capi tradizionali del suo Paese. Kawandami ha insistito sulla necessità di creare per ogni comunità, delle opportunità economiche innovatrici e specifiche. La questione dell'integrazione economica è stata largamente discussa, perchè queste popolazioni subiscono l'emarginazione o comunque sono spogliate dei beni, delle terre, delle quali o dei quali dicono di essere i veri proprietari. Questo tema ha ricevuto il consenso di tutti i partecipanti al Forum. Per l'Economista e Vice Presidente del BAD, Mthuli Ncube, bisogna affermare che le popolazioni autoctone africane, non sono delle vittime, ma dei partner che beneficiano dello sviluppo del continente. Bisogna aggiungere che la questione delle popolazioni autoctone è al centro delle preoccupazioni del BAD, che non cessa di promuovere la " crescita inclusiva". Il Forum ha visto la partecipazione degli esperti internazionali, dei rappresentanti delle comunità autoctone, dei Ministri africani e dei funzionari del BAD.










PIU’ CHE UNA CRISI EUROPEA VIVIAMO UN CAMBIO DI CIVILTA’


Sabrina Carbone
L’uomo più ricco del mondo, all’età di 72 anni, ha creato un allegato contro il suo prepensionamento avvenuto in età prematura. Carlos Slim Helú, ha un’agenda piena, ha appena terminato una riunione che già partecipa alla tavola rotonda di un’altra seduta. In questa intervista inquadrata sulla situazione europea afferma che il modello attuale di stato del benessere realizzato in Europa è diventato insostenibile. Il magnate spiega che, tra le altre cose, sono richiesti adeguamenti allo scopo di garantire, a chi è disoccupato, una qualifica per i lavori legati alle nuove necessità. Inoltre aggiunge, che bisogna stabilire un’età di pensionamento più avanzata che include uno schema dove il lavoro è meno concentrato nelle giornate lavorative. Il Presidente onorario del Gruppo Carso, American Mobil, offre il suo consiglio per uscire velocemente dalla crisi: “Ciò che l’Europa deve fare sono due cose: vendere i capitali attivi, che abbassano l’indebitamento e il deficit, ma anche invitare il settore privato a fare gli investimenti, che lo Stato non può fare.
Domanda: Recentemente lei ha dichiarato: “Tu leggi i numeri e i numeri ti rivelano quello che accade” “Che cosa raccontano i numeri dell’Europa? cosa sta accadendo?
Alcune politiche recessive continuano a fare gli adeguamenti ma acutizzano il problema.
Risposta: “E’ una combinazione di numeri, di concetti e ha inoltre a che fare con la storia e con l’evoluzione delle cose. Da 10.000 anni, nella società tecnologica sono stati provocati degli approcci di civilizzazione: la stampa, l’alfabeto, la nautica, i mulini, tutto. Questo sviluppo, è stato graduale e continua a esserlo. Ma spesso i grandi cambiamenti tecnologici, le rivoluzioni tecnologiche, provocano grandi cambiamenti della civiltà. E’ successo con la società industriale, soprattutto nella sua seconda fase, ai principi del XX secolo, e adesso con la società tecnologica avanzata. Dopo l’epoca postindustriale, viviamo una nuova civiltà caratterizzata da paradigmi molto diversi rispetto alle società agricole, dove il potere era monolitico, c’era la schiavitù e non c’erano i diritti umani. Oggi siamo in antitesi al passato a 180°, questa nuova civiltà è democratica, libera, competitiva, produttiva, basata sulla globalizzazione. Questo grande cambiamento tecnologico ha determinato grandi conseguenze. Dopo la II Guerra Mondiale, c’è stato un grande sviluppo in Europa, una grande crescita economica, una crescita demografica, ma anche e soprattutto la crescita dell’incidenza fiscale dei Governi, che hanno fatto una riscossione sostanzialmente alta del prodotto interno e oltre a ciò, hanno contribuito al deficit.In pratica hanno preso una bella fetta del prodotto interno lordo (PIL). La principale ragione di quanto ho detto sopra, è che, dopo la II Guerra Mondiale, i Governi e gli Stati hanno stabilito uno Stato di benessere ogni volta sempre più grande fino a diventare insostenibile. E’ dunque necessario apportare delle modifiche a questo stato di benessere che è stabilito. C’è bisogno di alcuni cambi strutturali, come stanno facendo attualmente, adempiere alla tradizionale ricetta dell’allineamento del deficit fiscale con l’aumento delle imposte e la riduzione della spesa pubblica. In questo stato di benessere le persone vanno in pensione a 60 anni, quando il tasso di vita è di 85 anni e oltre, sperando che continui a crescere. Sono stati realizzati programmi di salute universale, che sono molto importanti, ma poco efficienti, e molte volte aperti ai turisti. C’è una sicurezza della salute, che non obbedisce alle cause normali, ma i turisti sfruttano queste condizioni, per fare uso dei servizi medici, effettuare operazioni chirurgiche o protesi dal momento che il Paese li offre gratuitamente. La cosa più grave che sta succedendo, e come in modo implacabile testimoniano i numeri, è la grande quantità di disoccupati soprattutto tra i giovani. Tutto ciò dal punto di vista sociale, economico, e in linea generale è molto preoccupante nel caso dell’Europa. E aggiungo che non vedo all’orizzonte, una soluzione. Non è importante che il PIL cresca di uno o due punti o meno di due. Ad ogni modo, i livelli di ingresso pro capite continuano ad essere alti, non avremo una recessione a livello di sottosviluppo, ma la cosa grave è che i gradi di disoccupazione sono già alti, e alcune politiche recessive continuano a fare gli adeguamenti accentuando il problema.
Domanda: Quali cambiamenti bisogna fare nello Stato del benessere?
Risposta: L’età del pensionamento deve essere aumentata, in passato abbiamo avuto società che richiedevano molto lavoro fisico, nella società industriale c’era un lavoro manuale, coordinato a una grande usura. Adesso esistono le società dei servizi, dove l’importante non è la forza fisica e neanche il lavoro fisico, ma l’esperienza e la conoscenza. Una società del sapere, è triste, perchè nella migliore età dell’essere umano qualcuno lascia il lavoro a 60 anni quando è ancora idoneo al lavoro.
Domanda: L’attuale stato di benessere è diventato insostenibile. L’età di pensionamento deve aumentare e lei già è in pensione da quando?
Risposta: Da molto! Ma questo è assurdo. In una società della erudizione la gente con più esperienza e conoscenza viene sfruttata e resta senza lavoro. Credo, che deve essere creato un pensionamento tardivo, per fare un esempio, che arriva fino a 70 anni, pensando che le persone vivono fino a 85 anni e oltre. Quando una persona arriva a 65 o a 70 anni la speranza di vita è maggiore, la speranza di vita oggi può essere tra i 75 o i 77 anni da quando si nasce, ma colui che ha già sostenuto i suoi 70 anni di vita può andare anche oltre. Quando una persona arriva a questa età la speranza è maggiore. D’altro canto credo che bisogna continuare a cercare e certamente continuare ad avere una salute universale, più efficiente, più curata, regolare, evitando gli abusi e più intelligente. Bisogna avere anche una rete di protezione sociale a livello adeguato e che nei programmi di pensionamento queste persone vengano pagate, allo scopo di renderle capaci di una riconversione lavorativa. Questo vuol dire che: chi è in pensione, invece di essere pagato con 1.000 euro, che è quello che mi danno, deve offrire il suo essere utile, da tale ora a tale ora, in un numero ics di attività nelle quali è richiesta la manodopera e non in quelle dove non è richiesto nessun lavoro. Questo è un piano che i Governi devono studiare attentamente e in generale gli specialisti, negli ambiti dove vengono creati nuovi posti di lavoro nei prossimi 5 o 10 anni per rendere capaci queste persone di lavorare, e spingere quelle attività, dove c’è la possibilità di nuovi impieghi, ad avere una maggiore richiesta. Nel caso dell’Europa soprattutto, accade di formulare dei programmi di lavoro con una richiesta di manodopera per 3 o 4 giorni. Invece di cinque giorni con otto ore lavorative , è meglio lavorare undici ore al giorno per tre giorni. I tre o quattro giorni restanti servono per il relax che offre la possibilità di leggere, svolgere attività di intrattenimento, convivere, accedere alla cultura, alla educazione e ai viaggi.
Domanda: Quindi un cambiamento culturale?
Il sistema nervoso di questa civiltà è la tecnologia dell’informazione?
Risposta: Stiamo vivendo,un cambiamento radicale della civiltà, con nuovi paradigmi e sono proprio queste nuove evoluzioni che vengono richieste. Non è possibile pensare che c’è il 50% dei giovani disoccupati, o il 30% o il 25%. Non è possibile pensare che il sistema di benessere continui a crescere riducendo l’età del pensionamento. I piani di disoccupazione o di un lavoro sicuro devono essere legati a una riconversione lavorativa per permettere a chi non trova un posto di lavoro nel suo ambito, di essere preparato per altre attività, perchè se non trova lavoro nella sua specializzazione lo troverà in ciò che sa fare, bisogna imparare per avere una capacità multi-operante, bisogna avere la capacità di adattamento ad altri lavori. Maggiore è la preparazione di una persona, maggiori sono le possibilità di lavoro. Alvin Toffler, nelle passate quattro decadi, parlava delle crisi che provocano i cambiamenti della civiltà. Quello che l’Europa sta attraversando, e in generale il globo intero, è una crisi del cambiamento di civiltà. Bisogna aumentare la produttività, l’efficienza, la globalizzazione, e annientare la competitività che permette la produzione di alcuni beni, e iniziare a provocare questi tipi di problemi davanti ai quali bisogna fare dei cambiamenti incisivi per risolverli. Parlando di numeri, i numeri non servono a sostenere questi programmi. Se calcoliamo quanto costa il valore attuale del pensionamento della popolazione economicamente attiva con o senza lavoro, risulta insostenibile. Allora ciò che bisogna fare sono questi accomodamenti e chiaramente, offrire qualcosa in cambio, le persone lavorano per qualche anno in più e lavorano meno ore durante gli ultimi quindici anni o 10 o 20 anni. Tutto ciò è legato a un lavoro prospettato con un anzianità di servizio maggiore ma con meno giorni, meno ore, permettendo una vita più concentrata. Alla fine ciò che combatte la povertà è il lavoro, che soddisfa che rende degna la persona, un lavoro che non è solo una responsabilità sociale, ma anche una necessità emotiva.
Domanda: Dove sono le opportunità, in questo momento, dell’Europa? In quali settori?
Risposta: In primo luogo, è molto importante risolvere i problemi strutturali. E’ difficile dire che i Paesi una volta che sono arrivati allo sviluppo ritornano al sottosviluppo, non esistono grandi esempi sostanziali per una tale recessione, che vadano avanti, l’Europa attraverserà tempi difficili ma dovrà trovare delle soluzioni e continuare il suo sviluppo. Sono in atto attività che alimentano la crescita del lavoro perchè sono attività più intense e più ampie nel loro funzionamento. Una di queste è la tecnologia dell’informazione, è un campo attraente che ha un futuro. Certamente la salute è molto importante come anche gli investimenti, l’educazione, l’intrattenimento, la cura degli anziani, il turismo. Nel momento in cui vengono corrette le problematiche, tutte queste attività produrranno lavoro. Molte di queste attività, che propendono verso questa direzione, sono degli interessanti investimenti per l’Europa e per il mondo intero, e alcuni Paesi otterranno addirittura una maggiore richiesta di queste attività delineando un maggiore investimento, una maggiore crescita economica, e un maggiore  impiego. E’ una società, quella mondiale, dei servizi e ciò deve essere molto chiaro. Credo che apportando delle modifiche, l’Europa continuerà a essere comunque una zona con un grande potenziale di sviluppo.
Domanda: Anche se il Mondo è preoccupato e pessimista, lei è propenso a fare i suoi investimenti in Europa? è sintomatico che lei speri in un recupero?
RIsposta: Non li farei, ma credo che gli investimenti con negoziati tecnologici hanno un’intenso capitale, sono presenti cambiamenti tecnologici molto rapidi, è stato sempre uno dei nostri principi essere all’avanguardia della modernizzazione e della tecnologia. Colui che non investe, se già è nel negoziato, perde la qualità dei suoi servizi, perde l’alternativa di offrire più servizi, non partecipa al mercato e non è attento ai suoi clienti. Questi ultimi scovano quelle imprese che hanno maggiori investimenti per mezzo dei quali viene permesso loro di offrire servizi all’avanguardia, la preferenza dei clienti in generale è legata a questo, e per questo motivo è molto importante nel nostro settore fare investimenti. Il sistema nervoso di questa civiltà è la tecnologia dell’informazione e siamo solo all’inizio del suo sviluppo. Quello che abbiamo visto nell’ultimo decennio è enorme, ma anche molto importante, ma siamo ancora agli esordi. Il potenziale di investimento e di attività in questi ambiti è molto grande.
Domanda: I suoi investimenti, come quelli recenti nella telefonia Olandese e Austriaca, costituiscono l’inizio di una strategia di incursione più aggressiva nel mercato europeo?
Il passaggio all’euro è stato così alto da lasciare all’Europa la competitività?
Risposta: Lo stiamo già facendo, perchè l’obiettivo, entrando in una forma minoritaria, è quello di appoggiare l’amministrazione e le imprese, principalmente per incrementare gli investimenti allo scopo di avere una maggiore infrastruttura, più avanzata che può dare un imput agli investimenti di queste imprese.
Domanda: Pensa che i leader europei in breve tempo troveranno un accordo?
Risposta: Non vedo il motivo per cui deve essere una decisione congiunta, ogni Paese deve prendere le proprie decisioni. Ciò che hanno bisogno di fare sono i cambiamenti strutturali e ogni Paese deve farlo e correggersi. Quando un Paese europeo ha una ricezione fiscale molto grande e un deficit, credo che in alcuni casi più della metà del prodotto interno lorodo lo maneggia il Governo, compreso il deficit fiscale e a parte che ha o no una riscossione fiscale ampia, ha anche l’indebitamento perchè ha il debito fiscale, quindi come correggere questi deficit fiscali eccessivi? Certamente aumentando le entrate, cioè aumentare le imposte che già sono alte o abbassando i passivi che significa recessione, o vendere gli attivi. Lo Stato opera in troppe cose. Ciò che deve fare sono due cose: vendere gli attivi, abbassare il suo debito, e il suo deficit ma anche invitare il settore privato a orientarsi verso le grandi risorse che sono nel mondo, come per la politica monetaria permissiva negli Stati uniti e anche in Europa, e per il basso tasso d’interesse, devono  fare degli investimenti che lo Stato non può fare ma che continua a fare. Uno dei paradigmi di questa nuova epoca è che lo Stato diventa sempre più piccolo mentre la società civile diventa sempre più grande. Il mondo sotto questo aspetto è retrocesso. Bisogna attuare una maggiore promozione della società civile, che partecipa sempre di più a molte attività di Governo, ma cambiando anche lo Stato come per esempio nelle autostrade. Gli ospedali, le scuole, possono essere finanziati dai privati e con questo stratagemma lo Stato non accentua la pressione fiscale. C’è bisogno di una inversione perchè esista una attività economica e un lavoro, c’è bisogno di una attività economica.
Domanda: Vede una certa resistenza per attuare questo modello?
Risposta: No, ma non so perchè non viene applicato.Credo che sia inerzia. Vediamo che anche la medicina programma una medicina tradizionale, che viene applicata nei Paesi con uno sviluppo più avanzato. Prima dicevo, che la crisi nei Paesi sottosviluppati la pagano i consumatori e nelle regioni sviluppate, i risparmiatori. Nei Paesi sviluppati ricorrono semplicemente ad abbassare il tasso d’interesse e viene tutto messo a posto. Ma gli eccessi, sono molteplici, e alla base c’è proprio un problema di eccessi che devono essere sacrificati adesso, cioè è un eccesso che un risparmiatore subisca tasse negative e il consumatore subisca politiche recessive.
Domanda: Qual’è la sua posizione sul futuro dell’euro?
Risposta: Credo che deve sopravvivere. Deve cercare politiche fiscali che siano adempiute. L’unica osservazione è che un cambio dell’euro molto alto, davanti a un dollaro che ha cercato la svaluta tra tutte le monete per apportare alcune correzioni di tipo commerciale e di conto corrente rimane ad un livello tanto alto che rende competitiva l’Europa, e sotto molti aspetti ciò provoca una economia chiusa dell’Europa, è un commercio tra gli Stati dell’Euro e questo rallenta il lavoro di esportazione verso quei Paesi che non hanno l’euro e hanno una maggiore capacità competitiva.
Domanda: Qual’è il suo piano a medio e a lungo termine?
Risposta: Noi siamo orientiati verso un valore congiunturale, i nostri investimenti sono a lungo termine. Non investiamo su un valore di 100 per aumentarlo a 120 o 200 e poi rivenderlo. A lungo termine significa avere imprese all’avanguardia sui mercati dove sono collocati.
Domanda: Ai leader europei è mancata l’immaginazione, la creatività o il coraggio?
Risposta: Credo la leadership
Domanda: L’esperienza messicana come leader della crisi, le ricorda quello che attualmente vive l’Europa?
Risposta: Per esempio nel sistema bancario, l’ideale è la formula americana della capitalizzazione preferita a quella del fondo perduto, minimizzare il pagamento della società che è più di una specie di capitalizzazione temporale, per esempio un sanamento. Un’altra cosa: i Governi sono molto indebitati. Ma chi ha realmente il debito? I privati. Bene quindi bisogna cercare di cambiare gli attivi in debiti, ridurre i debiti, eliminare i deficit fiscali, e abbassarli.Ho detto che in virtù della crisi del debito di esportazione del 1982, e con il Trattato di Washington, noi siamo andati verso l’esterno, più importazioni, aperture commerciali, tassi di cambio con più flessibilità per poter esportare meglio che con la svaluta, l’apertura e l’inversione, la privatizzazione, hanno sanato il sistema fiscale del nostro paese. Da alcuni anni credo che è molto importante invece, ritornare ad appoggiare lo sviluppo dell’economia interna, l’economia domestica. I mercati stranieri tendono a chiudersi ed è molto importante ritornare ai nostri Stati, senza sminuire il nostro export e la nostra esportazione, bisogna sviluppare ulteriormente l’economia domestica. Ciò permette più attività, più impiego, uscire dalla massa salariale fondamentalmente, una soluzione che la Cina sta adottando, nel senso che la Cina ciò che non esporta lo sostituisce con il prodotto interno lordo. L’Europa deve correggere i suoi problemi, fare un cambiamento di fondo che ha a che fare, al di là di quanto il suo peso economico nel breve termine sminuisce o mantiene. Credo che apportando le giuste correzioni, l’Europa continuerà ad essere una zona con un grande potenziale di sviluppo, che può essere all’avanguardia in molti sensi, soprattutto se fa ciò che deve fare come l’età del pensionamento, combinato con i giorni di lavoro e darà l’opportunità di lavorare ad altre persone, perchè ciò che è realmente importante è che le macchine lavorino 24h e le persone lavorino meno.

Singapore: La nuova oasi fiscale Singapore


Sabrina Carbone
ImmagineIl Ministero degli Affari Esteri tedesco dedica, la sua pagina web, a un capitolo che qualifica le relazioni politiche e economiche della prima potenza economica europea a Singapore.
“La relazione bilaterale è eccellente” segnala il Ministero e aggiunge che Singapore è considerato un alleato strategico per dinamizzare le relazioni tra i paesi europei e asiatici.
Questo interessante apprezzamento può cambiare radicalmente, dopo che il fisco tedesco ha scoperto, grazie al pagamento di vari milioni di euro alle spie svizzere, che i milionari tedeschi, evasori fiscali, possessori di conti segreti in Svizzera, hanno deciso di trasferire le loro fortune sulle Banche di Singapore. Secondo il quotidiano Frankfurter Allgemaine Zeitung il fisco ha indagato sulle  Banche svizzere UBS e Julius Bar sospettate di trasferire il contante dei clienti tedeschi nei paesi asiatici. “Singapore è meglio della Svizzera” afferma il titolo di un opuscolo uscito nei vari siti web tedeschi,che raccomandano il paese come un porto sicuro per ancorare i milioni che dormono pacificamente nelle banche svizzere. “Singapore offre sicurezza e discrezione” aggiunge l’informativa. Secondo il portale Spegel Online, Singapore diventerà il miglior erede dell’oasi fiscale svizzera, una affermazione appoggiata dalle informazioni che hanno scoperto i segugi del fisco tedesco, analizzando alcuni CD dove il Governo regionale della Renania nel Nord Westfalia  ha implementato un inedito mercato nero che sboccia nei bacini finanziari svizzeri. Le autorità regionali hanno pagato nei giorni scorsi circa nove milioni di euro per alcuni CD che contengono i nomi degli evasori fiscali tedeschi. I venditori, dell’alto esecutivo della banca svizzera, sono protetti dall’omertà delle autorità tedesche. Un altro giornale tedesco, il Financial Times Deutschland, segnala che gran parte del denaro nero depositato in Svizzera è stato trasferito negli ultimi mesi a Singapore. Il paese asiatico ha ricevuto, secondo una fonte del PricewaterhouseCoopers,la bellezza di 500.000 milioni di dollari (400.000 milioni di euro).
Il magnetismo che attrae i milioni d’Europa è facile da spiegare. Singapore è un’oasi fiscale che offre garanzie che nessun altro paese è in condizione di dare. Per esempio, il plusvalore e le eredità non sono soggetti a imposte di rendita limitate al 15% delle entrate e tutte le fondazioni sono libere dalle imposte.
“Crimine Organizzato”
L’ameno trasferimento del capitale tedesco depositato in conti segreti svizzeri a Singapore può imbattersi in uno scomodo incidente se viene concretizzata una petizione formulata dal Presidente del partito socialdemocratico (SPD), Sigmar Gabriel, che accusa la banca svizzera di usare metodi propri del “crimine organizzato” per favorire l’evasione fiscale in Germania. “Criminalità organizzata che parte delle banche svizzere a sfavore della Germania”, ha sostenuto ieri il leader socialdemocratico nella dichiarazione alla radio pubblica tedesca, riferendosi ai complici sospetti della banca elvatica che trasferiscono il denaro degli evasori tedeschi a Singapore. Il capo di SPD desidera che il Fisco federale tedesco apra una indagine per perseguire gli evasori fiscali tedeschi, che hanno deciso di emigrare i loro milioni dalla Svizzera a Singapore, un paese che è in “buone relazioni” con la Germania, ma che fa buon viso e cattivo gioco quando  riceve il denaro nero nelle sue banche. Sigmar Gabriel, uno dei pochi politici tedeschi che ha mantenuto un alto profilo durante la pausa estiva, sostiene che la Germania deve orientarsi al modello statunitense, che ha minacciato la banca svizzera con azioni giudiziarie. Il Presidente di SPD critica duramente, anche, l’accordo fiscale stilato tra la Svizzera e la Germania, qualificato come misura per legalizzare l’evasione fiscale degli abbienti tedeschi. Il leader socialdemocratico difende l’acquisto dei CD con incise le informazioni sui conti segreti in svizzera, una misura condannata dal Ministero delle Finanze. Il Governo federale teme che questi acquisti, possono mettere in pericolo l’accordo con il quale con tutta ipotesi, c’è la pretesa di aderire a una maggiore cooperazione tra i due Stati sulla evasione fiscale.

L’economia verde può creare più di un milione di posti di lavoro fino al 2020



Sabrina Carbone
La consapevolezza sociale del curato mezzo ambientale aumenta.
La cura ogni volta maggiore del nostro paesaggio naturale non solo è tradotto in un beneficio per la salute ma anche in una importante fonte di posti di lavoro e di crescita economica.
L’informale Lavoro verde per un possibile sviluppo.
Il caso spagnolo della Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT), analizza l’importanza dell’economia verde in Spagna e le opportunità del settore, per il recupero graduale del sistema con politiche specifiche. Gli studi fatti, segnalano che il promettente futuro di questa attività può essere troncato dalle misure austere che sono applicate nella congiuntura recessiva attuale. L’evoluzione lavorativa nel settore medio ambientale è stata considerevole nell’ultimo decennio dal 1990 ad oggi: nel 1998, il settore impiegava 158.500 operai, ed era arrivato a 531.000 nel 2009 (Un aumento del 235%). Da un comunicato della OIT, il lavoro verde equivale attualmente al 2,2% del mercato nazionale. Le previsioni affermano che continuando ad applicare misure di implementazione, possono essere creati in Spagna più di un milione di lavori ambientali fino al 2020, secondo i dati trasmessi dall’Osservatorio della Difesa in Spagna e dalla Fondazione per la Biodiversità. Nella congiuntura attuale, con il 24,93% di tasso disoccupazionale le imprese che mirano all’energia verde possono diventare una importante fonte di lavoro. ”Attualmente,queste compagnie sono le uniche ad avere la capacità di mantenere un alto livello di lavoro e incrementare la competitività”, assicura Joaquin Nieto, direttore della OIT a Madrid. I contratti in attività come quelli rinnovabili contengono un fattore che scarseggia in altri ambiti: la stabilità. L’industria ecologica in Spagna, con 61.000 imprese quotate in Borsa, non solo è ridotta a entità rinnovabili ma anche a quelle dedicate alla gestione dei rifiuti. Anche se inglobano quasi la metà dell’occupazione (il 21% e il 26%,rispettivamente) esistono altre attività che incorporano elementi efficienti e il risparmio energetico. La muta dei settori tradizionali è meno conosciuta anche se è sviluppata maggiormente nella logistica, nell’edilizia, nel settore automobilistico a bassa emissione, nella produzione secondaria di alluminio e acciaio e nel riciclo del cemento e della carta, soprattutto nel riciclaggio. Dividendo questi settori, l’organizzazione segnala che la sezione delle energie rinnovabili può generare più di 125.625 posti di lavoro nel 2020, un incremento dell’81,5% in relazione ai dati attuali,a patto che il 20% della produzione di energia primaria provenga da fonti rinnovabili. L’area di gestione dei rifiuti che attualmente impiega almeno 110.000 lavoratori, può generare circa 27.850 occupazioni entro il 2016,mentre l’industria base conta un grande potenziale per la creazione di posti di lavoro nei settori del ferro e dell’acciaio, dell’alluminio, del cemento e della carta, soprattutto attraverso il riciclaggio. Il rapporto, calcola che il trasporto può impiegare entro il 2020 fino a 770.000 persone, il 40% in più di adesso, quando la riabilitazione di 25 milioni di alloggi allo scopo di migliorare l’isolamento e l’uso efficace dell’energia può generare fino a 1,37 milioni di posti di lavoro. “Il Governo spende 50.000 euro ogni anno nell’import di combustibili fossili,quindi potrà ridurre questo import e appoggiare le energie rinnovabili” afferma Nieto. Le austere misure possono portare al tramonto del settore, in Spagna, e con il trasferimento della tecnologia in altri paesi. I contratti attivi come quello delle rinnovabili hanno un fattore che viene meno in altri ambiti: la stabilità. Il 83,7% dei contratti sono a tempo indeterminato mentre a tempo determinato il 14,1% e l’apprendistato a un infimo 0,9%. La consistenza dell’economia è ogni volta maggiore, attualmente genera 20.160 milioni di euro ogni anno,pari al 2,4% del PIL. L’iter da percorrere è lungo,anche se i tagli applicati, allo scopo di raggiungere l’obiettivo di déficit di Bruxelles ppssono riguardare la linea ascendente di questa industria. La Spagna negli ultimi anni è diventata un paese leader in questo ambito con alcune infrastrutture sviluppate in un tessuto imprenditoriale maturo. Il pericolo di alcune misure che possono essere incluse nella riforma energetica come la soppressione degli incentivi economici per nuove installazioni porterà al tramonto del settore e alla emigrazione tecnologica in altri paesi.

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